Il Saini sarà centro olimpico del Coni

Il sindaco ha proposto al comitato di trasformare l'impianto del Forlanini in un polo per gli atleti del nord

Trasformare il Saini in un centro nazionale del Coni. Il Comitato ha solo un centro di preparazione olimpica ad Acqua Acetosa, nel quartiere Parioli a Roma, e la sede toscana di Tirrenia per il ritiro e l'allenamento delle squadre nazionali e di importanti federazioni sportive internazionali. Nessun polo al nord. Ecco perchè il sindaco Giuliano Pisapia e l'assessore allo Sport Chiara Bisconti lunedì scorso hanno approfittato della prima visita in Lombardia del neo presidente del Coni Giovanni Malagò (ha visto il governatore Roberto Maroni, poi si è presentato a Palazzo Marino) per consegnargli un dossier di 7 pagine con la storia e le potenzialità del centro sportivo comunale di via Corelli, il più ricco e completo del Comune in quanto ad attrezzature, utilizzato da molte società dilettantistiche.

Può ospitare ogni tipo di attività: dal nuoto all'atletica al rugby al calcio. Il vasto impianto immerso per 160mila metri quadri nel parco Forlanini ha una vasca da 25 metri all'aperto e una da 50 (per la precisione 49,5) con la copertura invernale, la vasca per i tuffi, quattro palestre, una pista per atletica leggera, una sala da cardiofitness, dodici campi da tennis, uno da baseball e uno da rugby, il campetto da beach volley, due da calcio a 11 e uno di calcio a 5, persino la pista di pattinaggio a rotelle (o rollerblade), una sala scherma. Ca va sans dire, una abbondante quantità di spogliatoi e docce, ampi parcheggio esterno.

Ma Pisapia e la Bisconti sono stati chiari: gestire un impianto del genere per il Comune (che lo ha affidato alla controllata MilanoSport) ha costi altissimi, non riesce a sostenere quelle ristrutturazioni che potrebbero trasformare l'impianto in un polo sportivo di eccellenza e «forse - ammette l'assessore - da soli non siamo nemmeno in grado di capire le potenzialità che avrebbe una struttura così completa». Da qui la proposta di un passaggio al Coni, perchè ne faccia un centro nazionale di preparazione olimpica, il primo al nord. «Tra i pregi - sottolinea - la vicinanza all'Idroscalo e all'aeroporto di Linate». Tre chilometri dallo scalo, 6 dalla stazione Centrale, 6 e mezzo dal centro.

Chissà che i campionissimi del nuoto Federica Pellegrini e Filippo Magnini, per dire, non possano trovare in futuro a Milano la sede più adatta per gli allenamenti olimpici invece di migrare oltreconfine o volare fino all'Acqua Acetosa di Roma. Partendo solo dal nuoto. Ma è chiaro che le piste di atletica o di tennis potrebbero ospitare tornei di livello. Gli organizzatori degli «Olympics», le olimpiadi internazionali di nuoto tra ragazzi e adulti disabili, hanno chiesto già da tempo al Comune di poter organizzare l'edizione 2015 a Milano, nell'anno dell'Expo e «il centro Saini - ammette la Bisconti - potrebbe essere un ottimo luogo».

Il Comune sarebbe pronto a affidare l'area e l'impianto (con una fidejussione o altre modalità sarà allo studio) al Coni che si farebbe carico degli investimenti per il restyling, «potrebbe anche scegliere un gestore, non abbiamo preclusioni e continuare ad aprirlo alle società interessate» assicura l'assessore. Nel «dossier Saini» il Comune ha fatto presente le manifestazioni di interesse ricevute da diverse federazioni e anche dall'Università Statale che potrebbe ristrutturare parte del centro per utilizzarlo come campus sportivo. L'ipotesi è piaciuta a Malagò e al suo vice Luciano Bonfiglio, presidente anche della federazione italiana Canoa: ha già ricontattato l'assessore per fissare un incontro al più presto e approfondire il progetto.

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