Cronaca locale

Sala "frena" l'adunata di Maran, Majorino preferisce Conte a Calenda

L'assemblea dei ribelli Pd agita il partito. Sfogo della dem Arienta: "Chiacchiere sulla parità"

Sala "frena" l'adunata di Maran, Majorino preferisce Conte a Calenda

Il sindaco frena l'assessore Pd Pierfrancesco Maran che sta organizzando per domani davanti alla Fondazione Feltrinelli una reunion all'aperto dei delusi dal voto, senza simboli e con lo slogan «Cominciamo da capo». Difenderà l'autonomia da Roma, il modello delle primarie per le Regionali 2023 e in primis il patto con il Terzo Polo a scapito dei 5 Stelle. Con lui in piazza ci sarà tra gli altri l'ex sindaco Giuliano Pisapia, il modello della campagna arancione è quello che sogna di replicare a livello Lombardia. Ma Beppe Sala ha sostenuto ieri che non bisogna fare passi in avanti. «Prima di tutto -dichiara - bisogna aspettare la formazione del governo perchè da lì capiremo se rimangono in campo sia Attilio Fontana che Letizia Moratti, e questo ovviamente è importante per noi. A seguire bisognerà riflettere sulle alleanze e a seguire su primarie sì o no. Se devono essere solo del Pd hanno un senso molto diverso. Bene fa Maran a tenere il dibattito attivo ma io penso che fino alla formazione del governo non si debba fare nessun passo». Ha sentito invece il sindaco di Brescia Emilio Del Bono che «è sempre disponibile a correre. Poi è una persona con grande garbo, che si mette al servizio. Il suo messaggio è: Se il partito decide di fare primarie o puntare su un'altra candidatura, non contesto, ma sono a disposizione. Un atteggiamento encomiabile».

Sarà presente all'adunata di Maran - che si può scommettere sarebbe in pista in caso di primarie - l'eurodeputato Pd ed ex collega di giunta Pierfrancesco Majorino, che però su Facebook sostiene: «Prima le proposte e le idee, poi le alleanze. Non il contrario. L'evento mi incuriosisce e porterò il mio contributo. Proprio perchè prendo molto sul serio la cosa, anche in vista delle Regionali, eviterei, come ho letto sui giornali italiani oggi di "aprire al terzo polo" senza aprire anche a Conte. Rimetterci di nuovo nelle mani del potere di veto di Calenda non mi convince. Credo semmai che si debba tentare di costruire l'alleanza più ampia possibile per battere la destra». Vedo «una grande voglia in Lombardia di costruire un'alleanza solo Pd e Calenda e sarebbe un errore clamoroso». Presente Luca Gibillini, ex consigliere comunale della sinistra radicale e tra i più attivi nella campagna arancione che portà Pisapia in Comune nel 2011: «Andrò all'iniziativa un po' corsara lanciata da Maran e altri. Quando il gioco si fa difficile, val la pena cominciare a giocare.

Tra i delusi Pd si è aggiunta ieri la consigliera Alice Arienta, con un lungo sfogo su Facebook, si dice «costernata» dalla «incapacità mostrata dal mio partito di gestire l'ultimo anno e la campagna elettorale. Negli ultimi mesi mi sono sentita lontana. Un partito che si autocelebra ma parla solo ai suoi, non rischia e quando capisce l'aria che tira decide di non gareggiare mettendo in campo nei collegi sicuri (con una logica ferrea di bilancino) tutti i diversi esponenti della corrente di turno». Non vuole più «un Pd che educa, che che giudica. Noi non siamo i giusti e i migliori. Abbiamo solo idee differenti. Un Pd che a parole è per la parità di genere ma nei fatti candida solo uomini nei posti eleggibili». Ed è tra gli sponsor delle primarie.

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