Un Salone del Mobile sostenibile e digitale dal bagno alla cucina

Sono presenti oltre 2mila espositori. I 30mila visitatori cinesi assenti lo seguiranno on line

Luci e ombre si proiettano quest'anno sulla 59esima edizione del Salone internazionale del Mobile in calendario dal 21 al 26 aprile. Se da un lato, infatti, si tratta dell'anno del Bagno e della Cucina, che tradizionalmente esercita un maggior appeal sul pubblico, dall'altro si sentirà l'assenza dei visitatori cinesi, stimati in 30mila almeno. Un vuoto, dettato dall'emergenza Coronavirus, che si farà certamente notare sia sotto le vele di Fuksas sia tra le stupefacenti installazioni del Fuori Salone. Per non parlare dell'indotto, anche solo in termini di soggiorni, cene etc. Preoccupato il sindaco Beppe Sala che ci tiene a sottolineare la vicinanza della città alla comunità cinese e il presidente del Salone internazionale del Mobile Claudio Luti: «I cinesi mancheranno. Noi di espositori cinesi non ne abbiamo, come invece altre fiere che ne hanno molti, ma abbiamo molti visitatori cinesi. Anzi l'anno scorso è stato il gruppo più importante, sono stati circa 30mila. Saremo pronti tra due mesi con gli amici da tutto il mondo, chiaramente sappiamo quale è la situazione in Cina e sapremo gestirla. Abbiamo rafforzato il digitale e questo servirà per il futuro, non solamente per i cinesi».

Tornando alle luci sulla manifestazione punto di riferimento globale per il settore saranno presenti oltre 2mila espositori e 600 giovani designer under 35: la manifestazione rappresenta sempre più un volano per la crescita per il nostro Paese, con un fatturato di 42,5 miliardi di euro per la filiera del legno arredo nel 2019, e il segno più 0,6 per cento sul 2018.

«Il Salone ormai è una vera e propria istituzione - commenta Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo Eventi - e come tale ha il compito di farsi portavoce di un'idea di futuro che coniughi sviluppo, innovazione e sostenibilità: in una parola che promuova la Bellezza in senso ampio. Sono già molte le aziende del settore che hanno intrapreso il cammino verso un'economia circolare e i dati lo dimostrano: il 72 per cento investe nel reimpiego di materiali riciclabili, il 44 per cento utilizza prodotti riciclati, il 67 per cento investe per una gestione corretta dei prodotti a fine vita, il 49 per cento è attento al risparmio energetico e il 37 per cento all'utilizzo di energie rinnovabili». Sostenibili saranno gli elettrodomestici di ultima generazione per una smart kitchen efficiente in mostra a EuroCucina e a Technology for the kitchen e le soluzioni all'avanguardia per l'ottimizzazione dei consumi d'acqua e di energia nel bagno.

Milano, metropoli internazionale capace di attirare investitori e investimenti da tutto il mondo «confermerà il percorso etico e virtuoso intrapreso dalle imprese dell'arredamento - spiega il presidente Luti -. Perché quello di cui oggi necessitiamo è un approccio etico al design in grado di sostenere la ricerca di soluzioni il più possibile sostenibili e una crescente attenzione alle esigenze delle nuove generazioni che, mai come ora, sono interessate al valore intrinseco di ciò che acquistano per i propri ambienti abitativi o di lavoro. Si vedranno tante aziende impegnate nell'investire in prodotti e sistemi focalizzati rivolti al benessere delle persone e dell'ambiente». «Il Salone incarna lo spirito milanese. Lo incarna perché ha questa idea di apertura e internazionalità. Il Salone, inoltre, interpreta il ruolo che le grandi città internazionali hanno oggi - commenta Sala -. Queste devono occuparsi di tematiche sentite da noi cittadini: la sostenibilità non è una bella parola, ma un fatto. Sono grato a chi lavora nel Salone per la loro interpretazione di questa istanza. Milano ha molto bisogno del Salone. E il Salone credo abbia bisogno di una Milano come quella che stiamo vivendo in questi anni».