«Sarà l'esercito a controllare con noi anche il Duomo»

Il questore Luigi Savina rassicura dopo i timori per la cattedrale

«Sarà l'esercito a controllare con noi anche il Duomo»

«Il piano di sicurezza del Duomo? Anche in visione di Expo è stato rinnovato di recente. E poiché, dopo la chiusura della cattedrale, non è previsto un presidio notturno per gli edifici privati - anche la Scala o Palazzo Marino non ce l'hanno - oltre alle nostre volanti, faranno un passaggio obbligatorio anche le pattuglie in auto dell'esercito. Ci aiuteranno, insomma, a tenere sotto controllo un edificio importantissimo controllandone i 4 lati e fermandosi qualche minuto. Per poi ripartire e poter riservare lo stesso trattamento di controllo anche ad altri obiettivi sensibili dove non è prevista una vigilanza fissa 24 ore su 24».

Dopo l'episodio dell'imbrattamento del portone principale del Duomo di Milano - che un giovane (ripreso dalle telecamere) - ha «sporcato» alle 5 del mattino con delle scritte senza senso, probabilmente al solo scopo di compiere una bravata, ci si è posti il problema della sicurezza notturna del monumento simbolo della città. Se qualcuno può addirittura scrivere sui tre lati della cattedrale che costituisce il vero centro della città (non abbiamo nemmeno la «scusa» di Roma che di centri ne ha molti, molti di più ed è undici volte più estesa della nostra città, ndr ) cos'altro potrebbe succedere di notte?

Il questore Luigi Savina ci ha rassicurato in questo senso, spiegandoci che anche l'esercito ora vigila sul Duomo. «Il nucleo di riserva del reparto mobile, i carabinieri del battaglione di giorno sono sempre lì. Addirittura, fino a quando la cattedrale è aperta, all'entrata c'è personale delle forze dell'ordine che supervisiona chi entra all'interno con l'ausilio di un metal detector» conclude il questore.

Per tutelare a fondo certi edifici privati forse servirebbe qualcosa di più di una sfilza di telecamere. Magari l'abbonamento con un istituto di vigilanza dove le persone addette, attraverso i loro schermi, possano non solo vedere e registrare le immagini che immortalano un ipotetico vandalico, (che in quel caso rischierebbe di restare anonimo) bensì lanciare in tempo reale un allarme. Questo non solo permetterebbe di fermare l'autore dell'illecito, magari di catturarlo, ma anche scoraggerebbe eventuali altri tentativi di emulazione. Non dimentichiamo che il 4 luglio dello scorso anno un tizio, sulle guglie del Duomo, è riuscito a nascondersi, passandoci la notte e poi, appena ha fatto giorno, si è lanciato con il paracadute sul sagrato.

Naturalmente una iniziativa simile spetterebbe alla Veneranda Fabbrica del Duomo, lo storico ente preposto alla conservazione e valorizzazione della cattedrale. In fondo si tratterebbe di un investimento che troverebbe generosi finanziatori.

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