Savina: «Due stadi? La sicurezza non preoccupa»

Sport e sicurezza. Gli stadi, gli ultrà, i cordoni di poliziotti che ogni domenica scortano migliaia di tifosi in trasferte più o meno a rischio. È un che va in onda spesso anche se non sempre si coglie l'enorme lavoro dei reparti mobili che si muovono dietro le quinte. La capacità di non arrivare allo scontro, di non reagire alle provocazioni di teppistelli poco più che adolescenti per cui, quasi sempre, la partita è solo un pretesto fanno spesso la differenza. E Milano in questo senso è un fronte caldo. Con due squadre, con le gare di coppa, con una finale di Champions alle porte: «Non è una novità la città ospitare una finale di Champions League- spiega il questore Luigi Savina dopo un convegno all'Expo su sport e sicurezza- Sarà la quarta volta e ci sono state anche altre partite importanti. Non siamo preoccupati per la sicurezza ma per l'esempio dei grandi campioni. Un loro messaggio di richiamo alle regole della legalità e al rispetto delle regole è importante soprattutto per i giovani». È spesso un rapporto causa effetto. Ciò che succede in campo può essere la scintilla (o forse la scusa) per poi scontrarsi fuori dagli stadi. E la gestione dell'ordine pubblico è sempre delicata. «Lo stadio attuale- continua il questore- è sicuro, vediamo quello che ci sarà. Su questo abbiamo lavorato per anni ed è ritenuto se ci sarà la novità del Portello anche su quello faremo adeguata sicurezza. Siamo stati interpellati dal Comune ma proprio “pour parler” quindi aspettiamo che ci sia qualcosa di più concreto perché è inutile parlare sui progetti».

Per la presenza di due stadi in una stessa città il questore ha citato l'esempio di Torino ribadendo che a Milano «non ci sono problemi di sicurezza. Uno dovrebbe diventare lo stadio esclusivamente dell'Inter e l'altro del Milan. Un po' come adesso ci sono partite alterne, la stessa cosa dovrebbe succedere se si dovesse realizzare in città il secondo stadio. Ma anche se il calcio, specialmente con certe tifoserie, oggi è diventato uno spettacolo da tenere sotto controllo, l'ordine pubblico e la sicurezza non riguardano in una città come Milano solo lo sport. Giovedì, ad esempio è atteso, il primo ministro di Isarele Benjiamin Netanyahu ed è una di quelle viste da bollino rosso: «Nel secondo semestre del 2014 - spiega Savina - Milano ha ospitato l'Asem, abbiamo avuto 54 capi di stato e di governo fra i più importanti al mondo, quindi siamo preparati. Sicuramente ci saranno le misure di sicurezza adeguate ma la città non ne risentirà assolutamente come non ne ha risentito in questi mesi in cui Milano è stata teatro della presenza di grandi capi di stato».

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