Scola insiste: il lavoro è per l'uomo, non viceversa

«Il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro». È il cuore del messaggio del cardinale Angelo Scola agli imprenditori riuniti nella sede di Assolombarda per la presentazione pubblica della sua lettera pastorale «Il campo è il mondo». La scelta di via Pantano come luogo di dibattito porta già in campo aperto la lettera che l'arcivescovo ha scritto alla chiesa ambrosiana. Destinatari non solo i fedeli, ma tutti gli uomini di buona volontà.
«La dottrina sociale della Chiesa insiste sul primato dell'uomo sul capitale e sul lavoro. In questi ultimi due decenni un certo tipo di sviluppo della finanza ha messo in ombra questo dato» ha spiegato Scola. Poi l'invito: «Dobbiamo assolutamente recuperarlo, se vogliamo costruire una vita buona e quindi una civiltà degna». Il testo dedica un paragrafo al lavoro in cui si parla di «poteri incontrollati», «come spesso avviene con la finanza», che non rendono conto a nessuno e possono decretare il benessere o la povertà, fino alla miseria. E il primato dell'uomo «va continuamente affermato e difeso, soprattutto nel contesto di globalizzazione in cui siamo inseriti».
Nella lettera pastorale l'arcivescovo spiega come il Signore apprezzi il lavoro e l'impresa. E invita a vivere la professione come una vera e propria vocazione: «I cristiani hanno la responsabilità di essere il seme buono anche nel campo del lavoro, facendosi eco dell'apprezzamento di Dio per l'intraprendenza e la laboriosità umana, praticando la giustizia e la solidarietà come virtù irrinunciabili ed esercitando la propria professione come una vocazione».

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