Scorte al supermercato prima del "coprifuoco". Stop ai turisti in Duomo

«L'unica arma che abbiamo per impedire il contagio è rimanere a casa» ripete ormai in loop l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Il sindaco Beppe Sala con un lungo messaggio su Facebook invita i milanesi «cambiare le abitudini di vita, dobbiamo evitare il più possibile contatti non strettamente necessari

«L'unica arma che abbiamo per impedire il contagio è rimanere a casa» ripete ormai in loop l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Il sindaco Beppe Sala con un lungo messaggio su Facebook invita i milanesi «cambiare le abitudini di vita, dobbiamo evitare il più possibile contatti non strettamente necessari. E ve lo dice uno che in queste settimane ha sempre sostenuto che le regole vanno applicate e non discusse, ma che ha anche cercato di mantenere alta la speranza e la volontà di non fermarsi di fronte alle difficoltà». Non è più tempo di spritz e slogan («Milano non si ferma» lo spot rilanciato fino alla scorsa settimana). «Il mio invito - ribadisce - è di stare in casa il più possibile, diamo dimostrazione di realismo e buon senso, solo se saremo uniti e non minimizzeremo la situazione potremo superare questo momento difficile. Spieghiamolo bene ai nostri figli». É «più che ovvio che siamo in emergenza sanitaria» ma c'è anche quella economica, «il blocco di un quarto del Paese produrrà danni incalcolabili alle famiglie italiane, non per qualche settimana ma per un lungo periodo. Mi aspetto dal Governo una risposta rapida e decisa su questo fronte, che non si risolva in misure fiscali ma che preveda forti iniezioni di liquidità. Serve un grande investimento finanziario per supportare un territorio che traina l'Italia da decine di anni». E dopo la fuga di notizie di sabato, la bozza di decreto che ha alimentato confusione e corse in stazione per prendere gli ultimi treni per il sud, puntualizza che «Milano, piaccia o no, è il cuore del Paese. Non va bene che il sindaco e il prefetto sappiano di queste norme dai media». E «le decisioni prese - avverte il governo - che non sono ancora sufficientemente chiare e lo dovranno diventare in fretta».

Stare a casa la raccomandazione delle istituzioni anche se ieri Milano ha vissuto ancora in un limbo. Tanti i grandi magazzini del centro che hanno chiuso «in ottemperanza al decreto», dalla Rinascente all'Apple Store a Zara, porte serrate in via Torino, ma parecchia gente comunque in giro a passeggiare. Gruppi stesi al sole al parco Sempione, al parco di Trenno o alla Biblioteca degli Alberi. Per contro, non un assalto come settimane fa ai supermercati ma molta gente in fila per fare scorta già all'apertura, con ingressi contingentati all'Esselunga e negli altri store. I locali a pranzo aumentano la distanza tra i tavolini ma da ieri alle 18 la movida si deve spegnere davvero, coprifuoco fino alle sei del mattino per bar e ristoranti. Il titolare del ristorante «Galleria» e presidente dell'associazione il Salotto, Pier Galli, ha deciso di chiudere del tutto: «Al di là del calo drammatico degli affari non c'è la serenità per lavorare a queste condizioni, rispettare un metro di distanza non è fattibile, abbiamo tenuto duro ma per la salute dei clienti e dei camerieri è necessario chiudere». Finisce in «quarantena» invece la sede del Municipio 6: il presidente Santo Minniti e altri consiglieri del Pd avevano partecipato all'aperitivo sui Navigli con Nicola Zingaretti, positivo al Coronavirus.

Il Duomo chiude nuovamente ai turisti, resterà accessibile l'area riservata alla preghiera con il rispetto della distanza di un metro tra i fedeli. Il decreto prevede anche la sospensione dei matrimoni e funerali nella «zona rossa», l'Arcidiocesi di Milano riferisce che saranno celebrate la benedizione del sepolcro e il rito della sepoltura «rispettando le distanze di sicurezza». Le chiese resteranno aperte ma sono sospese le messe e anche l'uso del confessionale. La confessione dovrà avvenire in un luogo ampio.

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