«Senza primarie salta il Pd»

Majorino sfida Renzi: «Nemmeno Sala o De Bortoli mi metteranno in panchina»

«Lo dico chiaramente: per me le primarie non sono la migliore ma l'unica modalità per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Senza, vuol dire che lo fanno i caminatti delle correnti. E in quel caso per me non c'è più il centrosinistra». Pierfrancesco Majorino, assessore Pd al Welfare della giunta Pisapia, è sceso in campo il 9 luglio con una kermesse dal titolo «La partita della città» e, restando in tema calcistico, un mese e continue voci di una caccia al nome forte dopo, garantisce che nessuno lo metterà in panchina: «Io rimarrò candidato qualsiasi nome ci sia dall'altra parte». Eppure, anche in questi giorni si è parlato di incontri tra esponenti del Pd e sindaco per cercare il famoso nome forte per evitare le primarie. «Mi risulta che il sindaco non stia giocando nell'ombra - afferma Majorino -, allora l'invito che faccio a tutti gli altri è di non ostacolarle. Stiano sereni, come direbbe Renzi, e costruiscano candidature alla luce del sole». Non si ritirerà, assicura, neanche se dall'altra parte ci saranno il commissario Expo Giuseppe Sala o l'ex direttore del Corriere della Seram Ferruccio De Bortoli. Sulle moschee assicura che la palla «non passerà al prossimo mandato».

Chiara Campo a pagina 3

Il taglio di 29 olmi in via Mac Mahon ha fatto insorgere i cittadini. L'operazione era stata rinviata al 15 settembre, ma il Comune all'improvviso ha deciso di intervenire per abbattere le piante, forse sfruttando il periodo di ferie. Ma i residenti sono sul sentiero di guerra.

La storia del Duomo sarà raccontata in uno spettacolo in dialetto dal titolo «Lungh 'me la Fabbrica del Domm» che viene rappresentato da stasera a lunedì sulle terrazze tra le guglie alle 21. Si tratta di una narrazione sociale, storica economica scanzonata ma reale.

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