Settemila bimbi senza posto all'asilo. Dopo le proteste, il Comune si attiva

Centinaia di famiglie in rivolta, ieri vertice con i sindacati

C'è voluta la sommossa popolare viene da dire perché il tema delle materne e soprattutto dell'organico delle educatrici ottenesse la dovuta attenzione da parte dell'amministrazione. Ci sono volute 7mila famiglie rimaste senza posto nei nidi e nelle materne della città e le mobilitazione su facebook di centinaia di madri milanesi, le denunce degli assessori all'Educazione dei vari municipi che hanno segnalato di essere stati completamente ignorati nelle loro proposte di soluzioni alla ricerca di spazi aggiuntivi.

Ieri il sindaco ha convocato i sindacati confederali per cercare di accelerare la situazione. «Come assessora al Personale - ha spiegato Cristina Tajani - mi sono impegnata a garantire un piano adeguato alla situazione straordinaria: 100 nuove educatrici verranno assunte entro settembre e siamo disposti ad ulteriori contratti in base alle esigenze che emergeranno dalla ricognizione spazi. Garantire servizi ai più piccoli significa anche consentire alle donne di lavorare». Tajani sottolinea però come «continui a persistere il problema delle linee guida nazionali e regionali, che non mettono i Comuni nella condizione di lavorare al meglio. Ma non si può più aspettare: prima di agosto i genitori devono avere delle risposte, come ha promesso il sindaco». Tra i temi trattati «la ricognizione degli spazi, con conseguenti soluzioni alternative, che sarà conclusa a inizio settimana prossima» e «il piano per la dotazione di DPI e screening sierologici che è solido, e la gara per i camici che è in corso».

All'incontro erano presenti Massimo Bonini, segretario generale Cgil Milano, Vincenzo Cesare segretario regionale Uil Milano Lombardia e Carlo Gerla, segretario Generale Cisl Milano che «auspicano di trovare, entro la fine del mese, le condizioni che consentano ai 30mila bambini accolti ogni anno di Milano l'accesso ai servizi a loro dedicati».

«Bisognava muoversi per tempo perché era noto che con la pandemia ci sarebbero stati problemi di spazi. FdI ha presentato un'interrogazione alla Camera su questo problema e si batterà anche in Comune per la tutela di tante famiglie in difficoltà» annunciano Paola Frassinetti vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile nazionale istruzione ed il Capogruppo FdI in Comune Andrea Mascaretti.

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