Sfiducia a Fontana, sinistra bocciata

Il Consiglio regionale dice "no" alla mozione di Pd e 5Stelle. L'opposizione si spacca

È stata bocciata con 49 voti contrari e 29 favorevoli la mozione di sfiducia al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sulla gestione dell'epidemia da Covid -19, presentata a luglio dalle opposizioni e votata ieri. Una discussione, che ha impegnato i consiglieri regionali dalle 10,30 alle 16, mentre fuori andava in scena la manifestazione dei Carc, i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo che di nuovo hanno mostrato cartelloni con l'effige del presidente come una statua da abbattere e la scritta «Fontana assassino», che è valsa la scorta al governatore. «Sono 4 ragazzi che girano sempre armati dello striscione Fontana assassino e imbrattano i muri di Milano con scritte oltraggiose e vergognose - li definisce l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo de Corato -. Gli stessi che organizzano consulenze legali online su come non pagare le multe prese durante il lockdown e che addirittura consigliano di bruciarle».

Nonostante fosse un film già visto poco più di un mese fa la discussione sulla mozione ieri ha acceso gli animi dei consiglieri, con stoccate, battute e momenti di tensione. Così è andato di nuovo in scena, dopo la mozione di sfiducia all'assessore al Welfare Giulio Gallera, lo psicodramma della sinistra con la renziana Patrizia Baffi che non solo ha annunciato di non partecipare al voto sulla mozione considerata «inutile», ma addirittura ha detto di considerare «una crudeltà addossare a una persona la responsabilità di 16.000 morti e proprio per questo, presidente, io credo che qualcuno le debba delle scuse». Standing ovation con applausi da parte del centrodestra, fischi e la parola «Vergogna» dai banchi delle minoranze. «Quello a cui stiamo assistendo in aula - è andata dritta Baffi - è un mero gioco delle parti, messo in campo in piena pandemia, e quindi ancora più discutibile e irresponsabile, che si presenta come una mera perdita di tempo perchè l'opposizione non ha nè i numeri nè le prove per emettere un verdetto di condanna».

Citando la mozione di sfiducia all'assessore al Welfare, bocciata a maggio, per la quale la consigliera renziana non aveva partecipato al voto, Baffi sottolinea: «Mi era sembrata un atto autolesionistico» e «io mi sono palesata», con il risultato che «dalle minoranze sono stata sottoposta a un linciaggio, dentro e fuori dall'aula, anche dai consiglieri democratici che di democratico è chiaro che ormai hanno solo il titolo».

Botta risposta al vetriolo con il consigliere Pd Pietro Bussolati che accusa la consigliera di essere «servo sciocco della maggioranza», attacco cui Baffi replica con un «Bussolati servo sciocco delle segreterie di partito».

Così se il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi definisce la mozione, oltre che «piena di errori e scritta male, usata per fare speculazione politica sul dolore delle famiglie lombarde», il segretario della Lega Paolo Grimoldi rivolge «un sentito ringraziamento al Pd lombardo per aver presentato l'ennesima strumentale e insensata mozione di sfiducia al governatore e per la loro assoluta incapacità di visione politica».

«La mozione di sfiducia era molto inconsistente - commenta tranquillo Fontana -. La maggioranza ha dato risposte molte chiare a tutte le presunte contestazioni. Anzi ha confermato la compattezza di questa maggioranza, quindi sono assolutamente soddisfatto. È il clima che è stato creato in questo periodo, le tante bugie, le infamie che sono state raccontate sul mio conto, quel clima di odio che credo che sia controproducente per tutto il Paese».

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