Sfuggono alla profilassi 20mila insegnanti. E fa flop la campagna speciale della Regione

Soltanto poche centinaia si sono presentate negli hub ad accesso diretto

Sfuggono alla profilassi 20mila insegnanti. E fa flop la campagna speciale della Regione

Sono 20.194 i maestri, educatrici e bidelli, pari all'8,9 per cento della platea, che sfuggono alla vaccinazione. Una fronda «no vax» che rischia di complicare ulteriormente la riapertura delle scuole in presenza. Uno zoccolo duro che sembra non avere nessuna intenzione di cambiare idea: basti pensare che hanno aderito solo qualche centinaia di lombardi alla campagna speciale di Regione Lombardia per accelerare la copertura.

La Regione, infatti, ha messo a disposizione dal 17 al 21 luglio 120mila posti nei Centri vaccinali per consentire l'accesso alla prenotazione delle prime dosi da parte del personale scolastico docente e non docente su tutto il territorio regionale. La campagna del «piano scuola» prevedeva anche l'accesso diretto all'iniezione, quindi senza prenotazione, anche per le seconde dosi eterologhe, quindi con Pfizer a chi aveva ricevuto AstraZeneca al primo giro. Una settimana fa, infatti, risultavano vaccinati tra la prima e la seconda dose, circa 265mila tra insegnanti e operatori scolastici, pari a una copertura dell'80 per cento. «Anche la Struttura commissariale - ricorda l'assessore al Welfare Letizia Moratti - ha recentemente posto l'attenzione sull'importanza di vaccinare quanto più possibile insegnanti e operatori del mondo scolastico per permettere un ritorno sicuro alla didattica a settembre. E a noi questo tema è particolarmente caro. Per raggiungere, dunque, insegnanti e operatori scolastici che finora non hanno aderito alla campagna vaccinale, sommati ai circa 10mila che non si sono presentati per il richiamo della seconda dose - ha aggiunto la vicepresidente Moratti - Regione garantirà un accesso diretto».

Per il direttore della Facoltà di Medicina della Statale Gian Vincenzo Zuccotti «sulla popolazione in generale si stima che la fonda dei no vax sia aggiri intorno al 5 per cento, il 30 per cento invece è rappresentato da persone reticenti o indecise, quindi recuperabili alla causa, con una profonda opera di informazione e convincimento. La situazione è parallela tra gli insegnanti: queste 20mila persone hanno bisogno di essere adeguatamente informate s benefici e rischi dei sieri per poter decidere veramente».

C'è anche da dire che la categoria degli insegnanti sconta i pasticci e la comunicazione a volte contraddittoria che ha accompagnato il siero AstraZeneca fin dal suo esordio, siero che era riservato in Lombardia a corpo docente e forze dell'ordine, e che ha avuto l'effetto di confondere ulteriormente le idee a chi già era confuso. A marzo, infatti, a pochi giorni dalla partenza della campagna dedicata al personale scolastico, Ema aveva bloccato le somministrazioni per approfondire le cause dei casi di trombosi registrati. Il 18 marzo il via libera. A giugno era arrivato il nuovo stop per gli under 60, con la disputa sulla vaccinazione eterologa. Smarrimento e panico tra chi, under 60, aveva ricevuto la prima dose. É in questo modo probabilmente che si sono «persi per strada» i 10mila che non si sono presentati all'appuntamento per il richiamo, che fosse AstraZeneca o Moderna e Pfizer a seconda delle età.

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