Sgomberi, Pisapia tra due fuochi

I centri sociali chiedono di non cacciare gli abusivi. Il Pd vuole il sindaco in piazza contro le violenze

«Supporta la tua casa occupata locale, distruggi il tuo sindaco» recita il volantino in inglese che troneggia sul sito di Rosa Nera, lo squat di via Ravenna 40 al Corvetto. In calce la foto di Giuliano Pisapia e l'immagine della casa presa degli anarchici a due passi da via Mompiani, dove due giorni fa è stato devastato il circolo Pd quando era in corso una riunione degli inquilini delle case popolari con il segretario del Sunia Chiappelli e i tutor Aler. Una ventina di ragazzi, con il volto coperto dalle maschere bianche di Guy Fawkes, dietro lo striscione «Noi tav, no sgomberi», avvolti dalle esalazioni dei fumogeni hanno poi distrutto l'interno del circolo. Mentre le indagini della procura e della Digos vanno avanti, in Comune e nel partito ci si interroga su chi potrebbe essere stato. Gli esponenti arancioni tentano di smarcarsi dall'area antagonista che siede ai tavoli sugli spazi sociali, e che soprattutto non ha digerito il New deal del Comune sugli sgomberi.

Ma l'amministrazione a questo punto si trova in forte imbarazzo: c'è chi propende per la tesi anarco-insurezionalista, area con cui Palazzo Marino non ha mai avuto rapporti. Diverso sarebbe se gli autori del blitz fossero gli autonomi del centro sociale Cantiere - Comitato San Siro, da sempre impegnati sul tema della casa, che hanno invece un rapporto diretto con piazza Scala.

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