Sgombero all'alba tra botte e arresti

Sgombero all'alba tra botte e arresti

Con un blitz scattato all'alba è stata sgomberata ieri per la seconda volta la «Ardita pizzeria del popolo» di via Cola di Rienzo. Gli occupanti hanno reagito bersagliando con i più disparati oggetti polizia e carabinieri, quattro dei quali finiti in ospedale. Salvo poi «arrendersi» quando gli agenti sono arrivati a contatto. Due giovani riuscivano a rifugiarsi sui tetti, mentre in 14 venivano portati negli uffici della Digos: quattro, due ragazze e due ragazzi, venivano arrestati, gli altri dieci denunciati. Contemporaneamente si formavano presidi davanti lo stabile sgomberato e alla Questura. Alle 20 infine, un centinaio di anarchici si è radunato in via Tirana dove hanno manifestato creando non pochi problemi al traffico.
Gli anarchici approdarono l'anno scorso in questa palazzina, vecchio stabile di ringhiera con ingresso da via Sirte, ma affaccio su Cola di Rienzo 48, dopo un lungo vagabondare. Sfrattati infatti nel giugno 2010 da Corso di Porta Ticinese, occuparono altri stabili in via Savona e in via Giannone, da cui vennero puntualmente cacciati. Rimasti in silenzio un paio d'anni, sono ricomparsi il 23 febbraio 2013 in via Cola di Rienzo dove hanno fondato la «Ardita pizzeria del popolo». Da qui vennero cacciati il 4 giugno, con solito corollario di disordini: tre attivisti sul tetto, presidi, blocchi stradali, cassonetti incendiati. Quando la polizia tolse l'assedio, la non provvide tempestivamente a murare gli accessi, per cui appena una settimana dopo gli «arditi» tornarono e si ripresero gli spazi.
Riaperta la «Pizzeria», gli anarchici hanno ripreso a sfornare pizze e organizzare feste, incuranti delle proteste del quartiere. Fino a ieri mattina quando alle 6 la polizia ha bussato all'ingresso di via Sirte. Sarà stata forse l'ora antelucana, ma i venti inquilini non l'hanno presa bene e quando gli agenti sono entrati in cortile hanno iniziato il tiro a bersaglio con bottiglie d'olio e sacchi di farina. Arrivando a scaricare gli estintori per tenere lontane le forze dell'ordine quando però sono arrivati a contatto, gli «arditi» si sono subito arresi. Ma si trattava solo del primo round, perché a quel punto iniziavano le stesse manfrine. Un paio di giovani riuscivano a guadagnare i tetti dove contano di battere il precedente record. Sotto si organizzava il consueto bivacco, con una ventina di persone, tra i quali spiccava la candida barba di Paolo Maurizio Ferrari, 68 anni, trenta dei quali passati in carcere da brigatista rosso irriducibile. Appena uscito si è unito alla frange più estreme del movimento, venendo arrestato nel 2012 come il più acceso attivista «No Tav». Nel frattempo un'altra ventina di «arditi» si piazzava davanti alla questura, dove erano stati portati 14 «compagni». Di questi dieci venivano rilasciati con una denuncia a piede libero, quattro, due ragazze e due ragazzi tra i 22 e i 26 anni, venivano arrestati visti i numerosi precedenti, per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Quattro agenti infatti venivano assistiti in ospedale, soprattutto per irritazioni agli occhi dovuti alla schiuma degli estintori. Gran finale in serata con la manifestazione in piazza Tirana dove si sono ritrovati in cento e, tra cortei e bengala, hanno reso la vita impossibile agli automobilisti.

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