Silvia Romano, il suo palazzo preso a bottigliate

I vicini hanno chiesto l’intervento della polizia dopo che una bottiglia è stata lanciata contro le finestre dell’abitazione della 25enne. Indaga la scientifica

Silvia Romano, il suo palazzo preso a bottigliate

Attimi di paura nel palazzo dove risiede Silvia Romano, la giovane cooperante 25enne liberata venerdì scorso dopo 18 mesi di prigionia tra il Kenya e la Somalia. Lunedì scorso, la Romano è rientrata con un volo in Italia e ha poi raggiunto la sua abitazione milanese, in via Casoretto.

Secondo una prima ricostruzione, una bottiglia di vetro è stata lanciata contro le finestre dell’appartamento della ragazza. A chiamare le forze dell’ordine, nel primo pomeriggio di martedì 12 maggio, è stato l’inquilino che risiede nell’appartamento sito al primo piano, esattamente sottostante a quello dove vive la Romano. L’uomo ha infatti trovato alcuni cocci di vetro sul davanzale di una finestra rivolta verso la strada. Poco dopo la segnalazione, sul posto è giunta la polizia con la scientifica per fare i rilevamenti del caso su quanto avvenuto. L’ipotesi che viene al momento vagliata è che qualcuno abbia volontariamente lanciato una bottiglia, probabilmente durante la notte, per colpire le finestre dell’appartamento di Silvia. A essere stata colpita sarebbe stata proprio la finestra dalla quale lunedì la ragazza si era affacciata per salutare tutti i suoi sostenitori che avevano atteso in strada il suo rientro a casa.

Bottiglia lanciata contro la finestra

Secondo le prime indagini condotte dalla scientifica, i frammenti di vetro analizzati apparterebbero a una bottiglia di birra. I poliziotti intanto hanno ascoltato le persone che vivono nell’appartamento e altri vicini di casa. Per capire se qualcuno possa aver sentito o visto qualcosa che possa aiutare gli inquirenti. Non è escluso che il lancio sia stato proprio una manifestazione contro la cooperante. Nei giorni scorsi infatti diversi sono stati gli insulti e le minacce di morte sui social rivolti verso di lei. Per questi episodi è già stata aperta una inchiesta dal pubblico ministero Alberto Nobili. Secondo quanto riportato dal Corriere, il 27enne che abita nell’appartamento sotto quello di Silvia avrebbe detto: “Noi non ci siamo accorti di nulla. Questa mattina abbiamo trovato i cocci di bottiglia sul davanzale della finestra. La tapparella era chiusa, perché stanotte c’era brutto tempo. Se fosse successo qualche giorno fa, con le tapparelle alzate, probabilmente ci avrebbero spaccato la finestra”.

Silvia è sorridente ma molto provata

Il giovane ha anche raccontato di aver incontrato la 25enne, che gli è apparsa sorridente come sempre ma molto provata dalla situazione di forte tensione che si è creata. Da una parte chi cerca in tutti i modi di mostrare il suo affetto e la sua vicinanza a Silvia, con cartelli e canzoni.

Dall’altra persone che invece non perdono occasione per insultare la giovane. La madre della ragazza non sembra gradire l’attenzione rivolta verso la figlia. La donna si è infatti rivolta ai giornalisti presenti dicendo che sua figlia starebbe meglio se loro non fossero sempre lì.

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