Sta meglio la bambina colpita da meningite

Sta meglio la bambina di 4 anni ricoverata al Fatebenefratelli perché colpita da meningite, quasi certamente di origine virale. Ieri a 48 ore dal manifestarsi dei primi sintomi, infatti, con le ultime analisi non era stata rilevata alcuna crescita di natura batterica. E questo, secondo i medici dell'ospedale, lasciava ben sperare. Anche se per avere la certezza bisogna aspettare ancora un po', come spiegava ieri il direttore della pediatria Luca Bernardo. È invece escluso che la meningite che ha colpito la bambina, alunna del collegio San Carlo, sia di tipo «meningococcico», la più pericolosa. Quella virale desta meno preoccupazione. Ed è quello che il professor Bernardo ha spiegato ieri mattina nella sala conferenze del collegio San Carlo, dove la bambina frequenta l'asilo. C'erano un centinaio di genitori che volevano essere rassicurati. Domenica infatti il tam tam della notizia aveva destato preoccupazione fra i mamme e papà che erano corsi a cercare il farmaco per la profilassi, risultato però introvabile.
Il professor Bernardo ha ricordato che la profilassi non è necessaria a tappeto, ma solo per chi è stato a diretto contatto con la bambina. Domenica infatti l'immediato collegamento con l'Asl ha permesso la riapertura straordinaria degli uffici di via Statuto. Qui sono state distribuite le dosi ai bambini della sua stessa classe, ma anche alle altre due classi con le quali erano appena stati in gita. Sotto profilassi anche i familiari e gli insegnanti. Il fatto ora che sia stato praticamente accertato che sia di origine virale rende inutile anche questa precauzione. Intanto ieri anche i farmacisti hanno chiarito che il farmaco era disponibile dietro presentazione di ricetta medica. «Nella situazione attuale - dicevano in una nota - le farmacie possono sopperire regolarmente alle richieste al massimo con brevi attese». Decisiva la tempestività dei genitori che senza esitazione hanno portato la bambina al pronto soccorso, ai primi sintomi di dolore al collo. «Nonostante fosse domenica ci siamo attivati tutti e il circuito della sanità ha funzionato», spiega il dottor Bernardo che domenica pomeriggio rispondeva al telefono e riceveva i genitori anche senza passare dal pronto soccorso. «La Asl ha aperto gli uffici e distribuito le dosi del farmaco a coloro che abbiamo ritenuto mettere sotto profilassi».

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