Steven Soderbergh svela i segreti di "Traffic"

Steven Soderbergh svela i segreti di "Traffic"

Tre storie con il comune denominatore della droga. Un asse geografico estremamente attuale, Stati Uniti e Messico. Potenti che scoprono di avere insospettabili figlie tossicodipendenti con pieni voti a scuola. Mogli, incinte quanto ignare delle losche attività dei mariti. E poliziotti nelle grinfie di quel crimine che tentano di combattere in ogni modo. Traffic di Steven Soderbergh è alle soglie dei vent'anni e fin dalla sua uscita è diventato un cult. A maggior ragione lo è oggi in cui le relazioni cinematografiche Usa-Messico sembrano ottime per fare un dispetto a Trump. All'epoca - quando ancora erano in piedi le Torri gemelle - la piaga era solo la droga. E appunto, il traffico di stupefacenti.

Su questo tasto insiste il regista - già premiato con l'Oscar per Sesso, bugie e videotape - con questo capolavoro da due ore e mezza che ora entra nella collana «Il collezionista» con tutte e quattro le statuette conquistate (regia, attore non protagonista, sceneggiatura non originale e montaggio) in un'edizione home video pubblicata da Eagle Pictures in un cofanetto con dvd e blu ray che offre eccezionali contenuti finora totalmente inediti. Le interviste a tutti i protagonisti - dal giudice Michael Douglas al poliziotto Benicio del Toro, dalla moglie del boss Catherine Zeta Jones a quella del magistrato Amy Irving - ad esempio risultano importanti per mettere a fuoco i vari personaggi che, nel film di Soderbergh, oltre ad essere al centro della vicenda nel proprio episodio entrano marginalmente anche negli altri.

Una tecnica molto sofisticata che rischia di generare confusione ma viene semplificata grazie all'intervento dei principali attori, funzionali ad approfondire una trama tripartita, con l'intento di denunciare il volto sporco della droga, dei suoi traffici e dei rispettivi retroscena. L'intransigenza degli agenti che si scontra con l'imprevedibile. Il dramma lontano che invece è sotto lo stesso tetto, come accade al giudice interpretato da Michael Douglas che, proprio su questo set aspettava un figlio da Catherine Zeta Jones, incinta durante le riprese.

L'edizione comprende anche una ventina di scene tagliate ed escluse dal montaggio che fanno comprendere quanto solido sia stato il lavoro di regista, sceneggiatore e produzione all'origine del progetto. Un lotto di spezzoni che completano l'edizione originale del film in altissima definizione con inclusa una versione disponibile anche per chi non avesse l'aggiornamento tecnico. Traffic d'altronde se lo merita. È un'opera che si è ritagliata un posto di alto livello nel cinema americano del nuovo secolo.

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