"Quegli occhi..." Così il passante ha salvato la ragazza dallo stupro

Lo studentessa è stata avvicinata con la scusa di una sigaretta. Lo stupro è stato interrotto grazie all’arrivo di un passante che, dopo aver incrociato lo sguardo della ragazza, non è andato via

"Quegli occhi..." Così il passante ha salvato la ragazza dallo stupro

La studentessa universitaria di 20 anni, che nella notte tra sabato 5 e domenica 6 febbraio è stata avvicinata alla fermata del tram in viale Bligny da uno sconosciuto e stuprata poco lontano, ha raccontato che il suo aggressore l’aveva avvicinata con la scusa banale di volersi accendere una sigaretta. Poco dopo le aveva chiesto se voleva fumare con lui e la ragazza lo aveva seguito, come testimonia una telecamere della zona che li ha ripresi mentre si allontanano insieme, con il carnefice che abbraccia la sua vittima. “Quando ho visto che non si fermava, che mi stava portando sempre più lontano dalla fermata, gli ho detto che non mi volevo allontanare, ma lui non m’ascoltava e mi strattonava”, ha ricordato la studentessa fuorisede. Fortunatamente un passante, che stava tornando a casa, ha incrociato lo sguardo supplichevole della giovane e l’ha raggiunta.

Come riportato dal Corriere, l’uomo ha detto di aver intuito che qualcosa non andava quando la 20enne lo ha guardato dritto negli occhi. Il 30enne, che stava rientrando a casa con la sua compagna, dopo aver fatto salire la donna, ha deciso di tornare indietro per accertarsi che la giovane non fosse in pericolo. A quel punto l’aggressore ha cercato di allontanarlo in malo modo:“Cosa vuoi, perché ti immischi?”, gli avrebbe detto. In quel momento la studentessa è riuscita a divincolarsi dalla presa del suo assalitore che l’aveva bloccata sul cofano di un’auto parcheggiata e l'aveva stuprata. Il violentatore decide quindi di darsi alla fuga, mentre la vittima viene soccorsa dal passante e dalla sua compagna che allertano il 112 e l’accompagnano alla clinica Mangiagalli. I carabinieri hanno subito avviato le indagini per ricostruire quanto avvenuto.

La ricostruzione della serata

La vittima aveva cenato con tre amici in un locale che si affaccia su piazza Duomo, poi il gruppetto aveva deciso di raggiungere zona Ticinese, dove uno dei suoi amici arrivati da fuori città aveva affittato una stanza d’albergo. A tarda notte la comitiva ha accompagnato l’amica alla fermata del tram di viale Bligny, lasciando la giovane ad aspettare da sola i mezzi pubblici per tornare a casa. La studentessa si è quindi accesa una sigaretta visto che il display della fermata Atm segnava mezz’ora di attesa. A quel punto le si è avvicinato un ragazzo sui trent’anni, che le ha chiesto in inglese l’accendino e le ha proposto di fumare insieme, appartati, vicino alla Bocconi. La ragazza ha accettato di seguirlo ed è iniziato il suo incubo. Il ragazzo ha provato a baciarla e, quando lei si è rifiutata, l'ha presa con forza ai fianchi e l'ha inchiodata sul cofano di un’auto parcheggiata, dove l'ha violentata sessualmente. Lo stupro è stato interrotto solo dall’arrivo del passante che fortunatamente non era rincasato, preferendo invece assicurarsi che quella ragazza, di cui aveva incrociato per un secondo lo sguardo, stesse bene.

La sua testimonianza e l’identikit dell’aggressore che ha fornito agli investigatori, guidati dal capitano Gabriele Lombardo e coordinati dal pubblico ministero Rosaria Stagnaro, sono stati molto importanti per isolare l’impronta del palmo della mano destra che l’aggressore aveva lasciato sul cofano della vettura dove era avvenuto lo stupro. Fondamentale al fine dell’individuazione dell’aggressore anche il segnale gps del telefonino che l’uomo aveva rubato alla sua vittima.

Chi è lo stupratore

Lo stupratore è un 29enne marocchino, irregolare nel nostro Paese, senza fissa dimora. Il suo nome è Youssef Safieddine e ha un precedente penale a suo carico per ricettazione. Nel database delle forze dell’ordine la sua impronta combacia con la sua identità. L’uomo è stato fermato lo scorso venerdì in un parco vicino al quartiere Stadera, nella periferia sud di Milano, dove il presunto aggressore viveva con alcuni connazionali in una soffitta. Ieri ha provato a difendersi davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandra Cecchelli:“Non violenterei né ucciderei mai nessuno”. Il gip ha convalidato l’arresto.

Segui già la pagina di Milano de ilGiornale.it?

Commenti