Una suora vera in scena fa da spalla all'erede di Whoopie Goldberg

Da stasera agli Arcimboldi la monaca che vinse il talent show «The voice» con la sua voce potente

Ferruccio Gattuso

Solidarietà reciproca e amore per la musica: in fondo, attorno a questo ci si può trovare d'accordo, credenti e non credenti. Magari, guarda un po', tra le mura di un convento da qualche parte a New York. Accade nel musical Sister Act, tratto dall'omonimo film del 1992 interpretato da un'esplosiva Whoopie Goldberg, diventato spettacolo teatrale nel 2009 sulle musiche di Alan Menken e adattato per la platea italiana dallo specialista Saverio Marconi. In cartellone al Teatro degli Arcimboldi da stasera al 27 novembre (ore 21, sabato ore 16 e ore 21, domenica ore 16, ingresso 55-25 più prevendita, info 02.64.11.42.200), Sister Act si rivela un'occasione speciale per la presenza nel cast, di per sé già di notevole qualità, di suor Cristina, vincitrice due anni fa del talent show televisivo The Voice.

Una suora vera, dunque, nel ruolo della candida e timida novizia suor Maria Roberta, dotata di una voce straordinaria, della cui esistenza nemmeno lei sapeva. A tirargliela letteralmente fuori è la protagonista della storia, la showgirl cafonesca ma clamorosamente simpatica Deloris Van Cartier, travestitasi da suora e ospitata in convento per sfuggire al suo ex fidanzato gangster che vuole la sua pelle.

A dare corpo e voce al personaggio che fu della Goldberg è la madrilena Belìa Martin, già protagonista dell'edizione spagnola del musical. A completare con lei e suor Cristina un terzetto femminile che illumina lo show è Francesca Taverni, tra le migliori perfomer del musical italiano, nel ruolo della rigida Madre Superiora. Prevedibile, comunque, che la curiosità del pubblico milanese si concentri sulla «star per caso» suor Cristina, ventottenne religiosa delle Orsoline della Sacra Famiglia, una congregazione di sole 80 suore in tutto il mondo.

«A Milano, dove risiedo, siamo in quattro spiega in un convento che è anche scuola e pensionato. Naturalmente ci sono collaboratori. Quando non sono in tournée i miei doveri sono qui. Non ho i titoli per insegnare, per cui faccio tutto quello che posso: cucinare, lavare i piatti, fare le pulizie». Tra palco e convento, una vita che è una continua prova tra celebrità e umiltà. «La nostra Congregazione è da sempre aperta prosegue suor Cristina . Le mie consorelle mi seguono dappertutto e sono convinte, come me, che questa mia missione sia giusta. Ricorro al dono del canto, ricevuto da Gesù, per celebrare Lui».

Il musical da sempre è nelle corde di suor Cristina: «Ho sempre ascoltato opere come Notre Dame de Paris, Il Re Leone e Jesus Christ Superstar e a un musical devo la mia conversione».

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