Al Ticinese spunta un murales che inneggia alla lotta armata

Al Ticinese spunta un murales che inneggia alla lotta armata

Non si era spenta a Genova la eco degli spari contro il dirigente di Ansaldo Nucleare che in città comparivano già le scritte inneggianti a un ritorno alla lotta armata. In particolare al Ticinese dove, dopo la manifestazione del 31 marzo «Occupiamo Piazza Affari», un gruppo di antagonisti aveva occupato un palazzo comunale in via Scaldasole. E in zona è stato subito tutto un fiorire di scritte rivoluzionarie che vanno da «più sbirri morti» a «non tirare la cinghia ma tira le pietre» fino a «l’insurrezione è vicina come in Grecia». Tra i tanti slogan e proclami di solidarietà, non poteva mancare quello ai terroristi che passano all’azione militare contro lo «Stato». Ecco dunque fare bella mostra di se il murales, dipinto nei giorni scorsi da una leggiadra mano femminile, di un giovane baffuto con un fazzoletto rosso a tracolla che apre sorridendo la giacca imbottita di candelotti di dinamite. Pronto a immolarsi per la causa.

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