Tre amici e quel sogno della pallavolo a Milano

Vent'anni fa fantasticavano di futuro Ora devono realizzarlo: sotto rete, dove i destini tornano a incrociarsi

Quando a metà degli anni Novanta Alberto Gavazzi, Luca Monti e Fabio Lini si ritrovavano al negozio «Hobby & Volley» di Milano si divertivano a fantasticare: «Chissà che bello poter costruire qualcosa tutti e tre insieme nella pallavolo», amavano dirsi l'un con l'altro. Oggi, a oltre vent'anni da quei giorni, e dopo che le loro strade si sono intrecciate più volte - tra Milano, la Nazionale e Crema -, sono di nuovo tutti e tre insieme. Per coltivare il sogno di riportare il capoluogo lombardo tra i big della pallavolo italiana.

Dopo una difficile stagione d'esordio in A1, terminata con il dodicesimo posto, i vertici della Revivre Power Volley Milano, Carlos Rasores e Lucio Fusaro su tutti, hanno deciso di ripartire da zero: nuova dirigenza, nuovo allenatore, nuovo palazzetto. Ed è qui che le strade di Monti, Lini e Gavazzi sono tornate a incrociarsi. Monti, 53enne di Pavia, una carriera in panchina iniziata nel '95 a Crema e passato negli anni tra Milano, Bergamo, Modena, Castellana Grotte, sarà l'allenatore. «Un sergente di ferro, ma in pochi sanno far girare le squadre come riesce lui. Quando sono arrivato in società, la presidenza stava già pensando al suo nome, io non ho potuto far altro che avallare con decisione la scelta», sorride Gavazzi. Lini, storico direttore sportivo di Segrate ricoprirà il ruolo di direttore sportivo, mentre Gavazzi sarà il consigliere, ma non solo. Una carriera come centrale nelle serie minori - a Merate e Crema tra C1 e A2 - è fuori dal campo che Gavazzi, per sua stessa ammissione, ha visto nascere e coltivato i progetti più soddisfacenti: era dg a Milano nel 2001 quando l'Asystel si giocò la finale scudetto con Montali in panchina, era team manager della nazionale italiana che nel 2005 vinse l'Europeo a Roma, e sempre nello stesso ruolo vide la nazionale sfiorare la medaglia olimpica a Pechino tre anni dopo. E, quando dopo un anno di stop, è arrivata la chiamata del Power Volley non ha potuto che accettare.

Intanto è partita una sorta di rifondazione del sestetto base, senza nomi di grido ma con l'obiettivo di creare la giusta amalgama tra giovani e veterani. E, notizia degli ultimi giorni, a fianco di Monti nel ruolo di viceallenatore ci sarà l'olandese Henk-Jan Held, già campione olimpico ad Atlanta '96 - in una storica finale contro l'Italia - ed ex centrale a Milano tra il 2000 e il 2003. «Vogliamo guadagnarci la fiducia con i risultati - sottolinea Gavazzi - La soddisfazione più grande sarà creare qualcosa di credibile e che possa durare nel tempo». Anche perché il rapporto tra Milano e la pallavolo è costellato nel tempo di alti e bassi. Di numerose rifondazioni e di altrettanti fallimenti. «Non c'è mai stata continuità, sono sempre rimasti soli di fronte ai primi problemi», l'amara riflessione di Gavazzi.

In attesa della riapertura del Palalido prevista nella prossima primavera, la squadra disputerà le proprie partite interne al PalaBorsani di Castellanza, impianto che era stato la casa di Villa Cortese di serie A1 femminile. Anche se non è esclusa qualche capatina al Forum di Assago, magari sull'onda di quanto accaduto lo scorso anno con il palazzetto esaurito per i big match contro Modena e Trento. «Il sogno? - si chiede Gavazzi - centrare i playoff e giocare almeno una di queste partite al Palalido».

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