Treni, dietrofront del governo e in Centrale scoppia il caos

Dopo la decisione di tornare alle distanze in carrozza convogli annullati e caccia al posto che non si trova

Treni, dietrofront del governo e in Centrale scoppia il caos

Primo fine settimana d'agosto nel pieno del caos treni per chi è partito da Milano. L'inizio dell'esodo per le vacanze ha dovuto fare i conti con il tira e molla delle regole sul distanziamento a bordo. Alla confusione tra gli operatori, che non sanno cosa fare, si è aggiunta quella dei viaggiatori, totalmente disorientati. Dopo alcune ore in cui l'obbligo di distanziamento era saltato, sabato il ministero della Salute ha deciso in tutta fretta di ripristinarlo. Non solo. Alcune Regioni, tra cui la Lombardia, hanno al contrario disposto che i sedili sui mezzi pubblici, compresi i treni locali, possono essere tutti occupati.

La marcia indietro del governo ha costretto Italo e Trenitalia a cancellare all'improvviso treni con posti già prenotati e biglietti già venduti. Per quanto riguarda Italo, sono stati annullati otto convogli ieri mattina e moltissimi biglietti per il pomeriggio. Sono stati coinvolti in totale 8mila passeggeri a livello nazionale che avevano già in tasca il titolo di viaggio. Una parte rilevante di loro avrebbe dovuto viaggiare da e per Milano. La società, spiega una nota, «sta lavorando per ridurre al minimo eventuali disagi per i prossimi giorni confidando nella comprensione dei suoi clienti». In stazione Centrale gli utenti, colti di sorpresa dal cambio in corsa dalle regole, erano smarriti. La maggior parte però ha detto di preferire il distanziamento, che dovrebbe essere prolungato per sicurezza ancora per un periodo. In aggiunta all'obbligo di mascherina. Anche perché in parecchi hanno raccontato di avere viaggiato «ammassati». Pure Trenitalia è stata costretta a istituire corse straordinarie. Mentre la Polfer ha vigilato in stazione e ha bloccato la partenza dei treni che non rispettavano le ultime indicazioni del ministero. L'Agenzia confederale dei trasporti e dei servizi (Agens) da parte sua ha espresso «perplessità» riguardo al cambio di rotta del governo e alla disparità di disposizioni. «Di fronte alle diverse ordinanze emanate negli ultimi giorni - dice il presidente Arrigo Giana - i gestori del trasporto non sanno a quale doversi attenere. Chiedo formalmente al ministero della Salute di voler chiarire quali siano le disposizioni sul distanziamento da rispettare».

Anche sul piano politico la questione è più che aperta. Il ministero, attraverso il sottosegretario Sandra Zampa, ha chiesto al Pirellone di uniformarsi alle norme centrali. E i consiglieri regionali del Pd Carmela Rozza e Gigi Ponti hanno attaccato la maggioranza: «Fontana e l'assessore Tezi ritirino l'ordinanza sui trasporti pubblici e confermino il distanziamento». Ancora: «Non è il caso che la Regione inizi un braccio di ferro con il governo sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori». Risponde la titolare dei Trasporti Claudia Maria Terzi: «Le decisioni assunte dalla Regione Lombardia sono in linea con i dati sanitari lombardi delle ultime settimane. E con quanto stabilito dalle Regioni confinanti», peraltro - si fa notare - fin qui mai messo in discussione dall'esecutivo. Oggi sono previsti i primi contatti Milano-Roma, l'obiettivo è arrivare a regole chiare e uguali per tutti. I disagi per i passeggeri quindi dovrebbero diminuire.

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