Ultimatum europeo: «Malpensa inquina»

Non c'è solo la trattativa tra Alitalia ed Etihad complicare il futuro di Malpensa. Nuove nubi arrivano sul fronte della tutela ambientale con un ultimatum della Commissione europea a Regione Lombardia e ministero dell'Ambiente affinchè attivino entro due mesi, azioni per ridurre l'impatto ambientale dell'aeroporto. In caso contrario verrà avviato un procedimento presso la Corte Europea di Giustizia. Il caso si trascina da oltre 10 anni e vede l'aeroporto di Malpensa al centro di una causa di degrado ambientale che ha portato nel tempo alla morte di ben oltre 100mila alberi. Al centro della vicenda c'è l'area denominata Brughiera del Dosso, 200 ettari di proprietà dell'imprenditore milanese Umberto Quintavalle, situati all'interno del Parco del Ticino, nella quale, dal 1999 prese il via una moria di piante che raggiunse ben presto le 100mila unità. Le perizie e le analisi hanno dimostrato che responsabili del disastro sono stati gli scarichi dei velivoli in partenza e arrivo da Malpensa. L'imprenditore fece causa alla Sea e al ministero dei Trasporti ed entrambi vennero condannati in primo grado e in secondo ad un risarcimento danni pari a 8 milioni di euro. Ora, a poche settimane dalla possibile sentenza della Corte di Cassazione, arriva il documento della Comunità Europea alle autorità italiane «per non aver adottato le opportune misure per evitare il degrado e per la conservazione di un territorio compreso nel Parco del Ticino, sito d'interesse comunitario». La Commissione Europea si dice «non convinta» che le misure proposte dalle autorità italiane vadano nella giusta direzione per ridurre l'impatto ambientale. Da qui l'ultimatum prima di portare la vicenda davanti alla Corte Europea di Giustizia del Lussemburgo.

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