Va a tutta velocità e viene fermato da agenti in borghese, aveva 60 chili di marijuana nel furgone

L'albanese, che nella vita fa il muratore, alla polizia avrebbe raccontato di aver raggiunto quella velocità perché era in ritardo al lavoro e ha aggiunto di non conoscere il tipo di materiale che stava trasportando

Va a tutta velocità e viene fermato da agenti in borghese, aveva 60 chili di marijuana nel furgone

Aveva percorso quel tratto di strada a una velocità talmente elevata da attirare l'attenzione della polizia che, dopo un breve inseguimento, era riuscito a fermarlo alle porte di Milano, a Sesto San Giovanni. Ma quello che poteva sembrare un controllo di routine, in realtà, ha rivelato tutt'altro. Perché all'interno del suo furgone, gli agenti hanno trovato 60 chili di marijuana. Così un 26enne di origni albanesi è stato arrestato in flagranza di reato.

Il ritrovamento della droga

Secondo quanto riportato da Milano Today, il fatto è accaduto sabato scorso, il 21 dicembre, ma la notizia è stata diffusa dalla questura soltanto nelle ultime ore. In base alle prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato fermato (con il coordinamento della procura della Repubblica del capoluogo lombardo) per detenzione di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. In base alle prime informazioni, a fermarlo sarebbero stati degli agenti in borghese della squadra mobile che, proprio quel giorno, transitavano in via Martiri delle Foibe a Sesto San Giovanni.

La corsa del furgone

Ma prima del rinvenimento della droga, la polizia si era messa sulle tracce di quel camioncino per la folle velocità con cui transitava sulla strada del comune alle porte di Milano. Gli agenti, infatti, hanno notato un Renault Kangoo sopraggiungere molto velocemente superando le altre macchine che lo stavano precedendo. Dopo un breve pedinamento, però, le forze dell'ordine sono riuscite a fermarlo a Milano.

La scusa del ritardo e i controlli

Una volta bloccato dagli agenti, il 26enne, che nella vita fa il muratore, ha giustificato l'alta velocità raccontando di essere in ritardo per il lavoro. Ma dopo diversi controlli è emerso anche che il furgone era intestato a un'altra persona (diversa dal conducente), di cui il 26enne non conosceva nemmeno il nome. È stato in quel momento che, in fase di accertamenti, il giovane avrebbe dichiarato di non conoscere nemmeno il tipo di materiale che stava trasportando.

La scoperta della marijuana

All'interno del mezzo, gli agenti, infatti, hanno trovato l'ingente quantitativo di marijuana custodita in involucri termosaldati, molto probabilmente destinati al mercato meneghino. Interrogato dalle forze dell'ordine, il 26enne ha dichiarato di aver conosciuto un giovane di origini libanesi in un bar proprio poche ore prima e in cambio di 500 euro avrebbe accettato di trasportare il furgone a Sesto Rondò, nei pressi della stazione della metropolitana per far salire altri operai. Sulle dichiarazioni del muratore albanese, in queste ore, sono in corso altre indagini per accertare i fatti in modo chiaro e capire chi avrebbe disposto lo spostamento dei 60 chili di droga.

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