Vaccini Covid, accordo con i medici di base. Si studia il nuovo piano

Oggi l'incontro Regione-sindaci per trovare anche spazi adeguati per la seconda fase

Sarà chiuso a breve l'accordo tra la Regione e la Fnomceo, la Federazione regionale dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, sul supporto dei medici di base al piano vaccinale anti Covid. Dal momento che il Governo non ha ancora sottoscritto un accordo con l'ordine dei medici nazionale, la Lombardia ha fatto da sola. L'accordo riprende la falsa riga di quello per la somministrazione dei vaccini influenzali, «che aveva visto un'adesione del 90% dei medici di medicina generale della Lombardia e l'82% di quelli della città metropolitana - ricorda Carlo Alberto Rossi, presidente dell'Ordine regionale -. Si parla di 6500 medici di famiglia in tutta la regione e di 3mila nella sola Milano. Si tratta di un'adesione altissima». Nelle città l'accordo prevede la possibilità per il medico di base di delegare un suo collega del gruppo di associati o della stessa zona.

La premessa è che i medici vengano vaccinati per primi, ovviamente, per potersi mettere a disposizione. I primi dottori dovrebbero venire convocati già lunedì per sottoporsi alla profilassi. «Sembra ovvio man non lo è, dal momento che inizialmente i medici di base non era no stati inclusi nella prima tranche della vaccinazione» continua Rossi, partita con il V-Day il 27 dicembre, che sta interessando il personale ospedaliero allargato a tutti i dipendenti e a chi lavora negli ospedali, gli operatori delle Rsa e gli stessi ospiti delle strutture residenziali.

Così la Fromceo ha scritto il 23 dicembre al presidente della Regione Attilio Fontana e all'assessorato al Welfare sottoponendo la stessa richiesta, ovvero l'inclusione dei medici odontoiatri e dei medici liberi professionisti nella prima tranche della campagna, per proteggerli durante la loro attività professionale. Richiesta accolta dalla regione. In corso d'opera invece il piano organizzativo della seconda fase del maxi piano che riguarderà da febbraio, come annunciato ieri dal Commissario straordinario Domenico Arcuri, la popolazione, a partire dalla categorie più fragili: gli over 80, anziani con almeno una patologia cronica, gli over 60. «Dalla prossima settimana arriveranno i primi vaccini Moderna» ha spiegato Arcuri. Per questo sono stati individuati come punti di somministrazione i centri vaccinali, che non erano inclusi nella campagna anti influenzale, le Asst, ovvero i presidi ospedalieri, spazi però insufficienti per somministrare la profilassi a milioni di cittadini. Sarà quindi necessario ricorrere anche alle caserme, ai centri civici ai tendoni, alle scuole, ai drive through usaati per i tamponi. Di questo si discuterà oggi coi sindaci lombardi, per studiare un piano logistico a seconda delle disponibilità dei singoli comuni. «I medici di base potranno essere di supporto nell'attività di somministrazione e nella sorveglianza dei pazienti, nella pulitura delle liste e soprattutto - spiega Rossi - nella parte informativa e di convincimento: questa vaccinazione è fondamentale e coinvolgerà milioni di persone».

Intanto è arrivato un dato ottimo dalle vaccinazioni dei sanitari partite lunedì: le 10.256 dosi somministrate ieri hanno portato il totale a oltre 34.500 dall'inizio della campagna.

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