Vaccini, la Lombardia accelera. Moratti e Garavaglia in giunta

Secondo giorno di campagna 7.800 operatori protetti. E per il rimpasto Fontana adesso punta su pezzi grossi

Vaccinazioni e rimpasto, la Lombardia ora cambia passo.

Nel secondo giorno di campagna anti-Covid diretta ai sanitari sono state somministrate 7.800 dosi di vaccino, più delle 6.300 del primo giorno e molte più dei precedenti, da considerare solo «simbolici». Sempre ieri, inoltre, è stato compiuto un notevole passo avanti nella ridefinizione della giunta regionale, che potrebbe essere rafforzata con l'innesto di nomi di peso e di prestigio, a partire da quello di Letizia Moratti, ex ministro della Pubblica Istruzione nonché sindaco di Milano dal 2006 al 2011, che parrebbe destinata - grazie alla mossa concepita dal leader azzurro Silvio Berlusconi - a prendere in mano l'assessorato più delicato, quello al welfare che comprende la responsabilità di una sanità assediata - ormai come le altre in Italia e in Europa - dalla pandemia di Covid.

Le speranze di un rapido rilancio - anche economico - della più popolosa e produttiva regione italiana ora sono affidate alla campagna vaccinale, che è partita da due giorni e fra alcune settimane dovrà riguardare l'intera popolazione, con altri numeri e altri mezzi auspicabilmente garantiti dal governo.

Che l'esordio vero e proprio della campagna sugli operatori sanitari sarebbe stato il 4 gennaio, opportuno o no, era stato previsto e comunicato. La data fissata era quella. Il tema semmai, per Palazzo Lombardia, era capire se in questi primi giorni le cifre avrebbero corrisposto alle attese. E i primi due giorni di campagna sono stati abbondantemente in linea con le aspettative, con queste 14.100 vaccinazioni che hanno portato la percentuale di dosi somministrate dal 2 al 21% in due giorni, facendo apparire per quel che sono - polemiche politiche strumentali - quelle che nei giorni scorsi vertevano sui numeri dei primi 3 giorni dell'anno. «I referenti della campagna vaccinale delle varie aziende lombarde - dicono soddisfatti dalla Regione - stanno completando in queste ore, come avviene quotidianamente, le procedure di trasmissione alle autorità nazionali dei dati riferiti all'attività svolta oggi. Adesso anche le cifre «a regime» dovranno corrispondere alle attese. Si è parlato di 10mila dosi al giorno, che potrebbero essere incrementate ancora quando si aggiungeranno le 13-15mila dosi a settimana che dovrebbero essere somministrate nelle «rsa», le residenze sanitarie assistenziali che sono state il fronte più delicato della pandemia soprattutto nella prima ondata, che ha avuto il suo epicentro fra Lodi, Bergamo e Cremona.

Nella seconda ondata la Lombardia, statisticamente, ha recuperato da ogni punto di vista e il cambio di passo nella somministrazione dei vaccini - come già accaduto nei mesi scorsi con i tamponi - sarà un passaggio decisivo.

Obiettivo condiviso ora è piegare definitivamente il Covid per poi dedicarsi anima e corpo al rilancio economico, con una squadra che presto (si parla di pochi giorni) sarà rafforzata con nomi di alto profilo. Oltre a quello di Letizia Moratti si fanno anche il nome di Massimo Garavaglia, che è stato apprezzato assessore al Bilancio nella giunta guidata da Roberto Maroni, di Guido Guidesi, lodigiano che nel primo governo Conte (maggioranza «gialloverde») ha ricoperto il delicato ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e dell'ex ministro Alessandra Locatelli. L'esperienza, in Lombardia, resta un valore.

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Commenti

Gianca59

Mer, 06/01/2021 - 11:34

Un piano ben congegnato dovrebbe avere sempre Fontana sulle prime pagine dei giornali a premere sul governo per ricevere dosi di vaccini. Invece la Lombardia è li che arranca a consumare quelle che ha avuto. Per la regione locomotiva dell' economia italiana mi sembra francamente un po' poco....

Giorgio5819

Gio, 07/01/2021 - 11:33

Consegna dosi vaccino in ritardo e invio governativo di siringhe inadatte. QUESTO GOVERNO DI PARASSITI COMUNISTI DEVE FINIRE.