Vintage, il vino vecchio si degusta al Museo

Nelle sale di via San Vittore l'appuntamento organizzato dalla rivista «Civiltà del bere»

Jessica Bordoni

«Il vino migliore è il più vecchio» scriveva il poeta inglese William Blake. E davvero le grandi bottiglie sono quelle che vincono la sfida del tempo, dimostrando la loro capacità di evolversi con il passare degli anni. Gli intenditori non hanno dubbi: in un vino la longevità è certamente il valore più importante. Oggi dalle 16 alle 22 va in scena «Vintage», il terzo appuntamento delle «Cinque Giornate del vino di Milano» organizzate dalla rivista Civiltà del bere al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci (con ingresso da via San Vittore 21 - MM2 Sant'Ambrogio). Al centro dell'evento ci sono proprio le etichette più longeve d'Italia. Il termine «Vintage», infatti, sia in inglese che in francese sta a indicare un vino d'annata, legato cioè a una vendemmia non recentissima, che ha riposato per qualche anno nei locali della Cantina prima di venire immessa sul mercato. La Sala delle Colonne del Museo leonardesco ospiterà ben 238 vini da tutte le regioni dello Stivale, per un totale di 41 Cantine d'eccellenza. Il biglietto costa 30 euro ed è acquistabile direttamente all'ingresso. La riduzione a 15 euro è riservata agli abbonati della rivista, ai sommelier e agli addetti ai lavori muniti di business card o tessera associativa.

Ciascuna Casa vinicola porterà due diverse annate (una storica e una più recente) di tre dei suoi vini più rappresentativi oppure tre vendemmie di due etichette top. In assaggio ci sarà quindi il meglio della produzione enologica nazionale, in un mirabolante viaggio tra presente e passato, vendemmie e stili differenti tutti rigorosamente d'autore. Gli estimatori dell'Amarone potranno spaziare dalla versione di Allegrini (presente con l'annata 2011 e 2003) a quella di Tommasi (con la triade 2011, 2007 e 2003) o, ancora di Masi, che ha scelto di andare indietro addirittura fino al 1997. Sempre sul versante dei rossi d'antan, da non perdere il Merlot Montiano di Falesco (2013, 2010 e 2006) e il Taurasi Radici Riserva firmato Mastroberardino, che si spinge fino al 1998. Dall'Abruzzo il Montepulciano Villa Gemma di Masciarelli sarà disponibile con il millesimo 2007 e 1999, mentre lo storico taglio bordolese della Tenuta San Leonardo arriverà fino al 1996. Grandissime espressioni anche sul fronte piemontese: la Cantina di Barolo, ad esempio, propone la sua Riserva 1990, imbottigliata esattamente 26 anni fa.

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