La voglia di rinascere: «Nudi e crudi» insegna a ridere dei furti in casa

Una coppia trova l'appartamento svaligiato Disavventura esorcizzata tra ironia e pianto

Ferruccio Gattuso

Un appartamento completamente vuoto, una vita da ricolmare di senso. Il mobilio e i lampadari possono aspettare, forse, ma la vita di coppia no. È più o meno questo il cuore della disavventura molto divertente ma anche molto dura di Nudi e crudi, piéce tratta dall'omonimo romanzo best seller di Alan Bennett, riadattata per il palcoscenico dal drammaturgo Edoardo Erba, affidata alla regia di Serena Sinigaglia e interpretata da una coppia che definire nata per la commedia è poco: sono infatti Maria Amelia Monti e Paolo Calabresi una milanese da diversi anni trasferitasi a Roma e un romano doc a calarsi nei panni molto particolari di Mr e Mrs Ransome, coppia di irreprensibili ma anestetizzati esemplari della borghesia inglese i quali una sera, tornati a casa dal teatro, scoprono che la loro casa è stata completamente svaligiata.

In senso strettissimo: restano le mura, qualche lampadina che pende dal soffitto e poi nulla più, né un interruttore, né un rubinetto, persino la moquette è scomparsa. Insomma, i Ransome devono ripartire da zero. Da questo momento parte la storia di Nudi e crudi, in cartellone al Teatro Manzoni da domani all'11 dicembre (feriali ore 20.45, domenica e 8 dicembre ore 15:30, ingresso 35-23 euro, info 02.763.69.01), anzi diciamo pure che prende il via un'altra vita, come spiega la stessa protagonista Maria Amelia Monti: «I Ransome appartengono a una classe chiusa e metodica - spiega l'attrice -. Io sono la moglie che si è fatta colpevolmente assopire dal proprio uomo, ma che sa reagire e rinascere da questo evento: riscopre la sua sessualità, la voglia di incontrare gente, corre a fare shopping per far ripartire la casa. Lui, invece, non sa farsene una ragione. I due si ritrovano, come dice il titolo, nudi e crudi: dalla nudità devono prendere coscienza della cruda realtà. Sono diversi. È un testo molto divertente ma anche malinconico, perché parla di morte e rinascita. Con un colpo di scena nel secondo atto».

Il rapporto tra Monti e Calabresi è una delle cose che sorregge magicamente lo spettacolo: «Ci conosciamo da anni spiega l'attrice abbiamo lavorato nella serie Distretto di Polizia e abbiamo sempre pensato di fare qualcosa insieme sul palcoscenico. Paolo è conosciuto per la tv, il cinema e, ora, per il fatto che è uno delle Iene su Italia 1: ma la sua storia di attore parte dal Piccolo, da Strehler».

A proposito di tv, Maria Amelia Monti sa che per il grande pubblico il suo ritorno in una sitcom come Finalmente soli sarebbe a dir poco gradito: «In teatro sono molto impegnata, anche con un testo sull'adozione intitolato La lavatrice del cuore, che porto in scena in contemporanea con questo, ma non direi di no a un progetto come quello che mi vedeva assieme a Gerry Scotti - confida divertita . Molte persone che mi fermano per strada mi chiedono notizie di lui, come se fossi realmente sua moglie. La tv però oggi vive di luoghi comuni: va di moda dire che le sitcom non funzionano più. In Usa non hanno mai smesso di funzionare, alcune sono fenomeni di culto. Dobbiamo scontare un po' di provincialismo, questa è la verità». Intanto Maria Amelia Monti si gode questa riuscita commedia, che ha avuto il placet dell'ostico autore inglese «Raramente Alan Bennett concede l'esclusiva conclude -. È stato un motivo di grande soddisfazione per noi ottenerlo».

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