Un mini-sommergibile nelle fogne per cablare i Comuni della Provincia

Settantamila chilometri di cavi in fibra ottica

Un mini-sommergibile nelle fogne per cablare i Comuni della Provincia

Più che dell’acqua calda questa è la storia della scoperta dell’acqua sporca e di come riuscire anche a sfruttare la rete fognaria che, arrivando ovunque, può «dare un passaggio» ad un sacco di «utilities».
Parole difficili, concetto semplice e progetto ambizioso cui la Provincia sta lavorando dal 2006, ma che la nuova Giunta ha messo fra le priorità: si tratta di un network a larga banda in fibra ottica con cui Palazzo Isimbardi ha già messo in rete molte delle sue sedi territoriali, collegando la maggior parte dei suoi Comuni, in città l’Idroscalo, e la parte sud della neonata Provincia di Monza e Brianza, realizzando una copertura di 1800 chilometri. Ora si punta a raggiungere quota 2600 chilometri entro il 2011 e a fornire una dorsale telematica di ultima generazione ad enti pubblici, come i Comuni, le scuole, o soggetti giuridici, come gli ospedali. Il bello è che a fare finire tutti nella rete ha pensato un sommergibile telecomandato, non più grande di un giocattolo di 70x30, in grado di divincolarsi nelle tenebre delle condotte fognarie, o del Canale Villoresi, trascinando, a segmenti di 400 metri alla volta, da un pozzetto all’altro, un filo in nylon cui poi verrà agganciato un cavo in acciaio, derivato da quelli usati nelle funicolari. «Ed è qui dentro - spiega Cristoforo Massari, responsabile del Servizio innovazione tecnologica di Palazzo Isimbardi - che poi vengono insufflati i due fasci di fibra ottica, 70mila km in totale». E con essi un futuro pieno di opportunità: la nuova rete infatti, collegando le varie sedi provinciali ha già permesso un risparmio sui costi delle telefonate e degli scambi di dati di circa 1milione e 345mila euro. Massari, a Palazzo Isimbardi lavora da 20 anni, ed ora con un piccolo team cura questo progetto notte e giorno: si pensa ad un brevetto, ma soprattutto sono arrivate richieste di consulenza dall’Expo di Shanghai e dalla Mit (Istituto di tecnologia) di Boston. Le prodezze del sommergibile non finiscono infatti qui: lui è furbo e, mentre deposita il cavo, effettua anche una ricognizione di eventuali ostacoli e corpi viscosi, così serve anche a tracciare lo stato dell’arte delle condotte. Inoltre «lui» non teme ostacoli perché è molto piccolo e il cavo depositato è avvolto in Pvc, in modo da risultare «scorrevole». Infine, siccome il cavo con le fibre è pesantissimo (1500 chili per km), agganciarlo alle condotte non serve, perché si deposita sul fondo: «Questo lo rende anche molto più economico - spiega Massari - : la posa di 100 km di cavo costa 20 euro al metro». E sbaraglia, così, la concorrenza della posa tramite robot che arriva a 50-60 euro o peggio quella con scavo che sfiora i 90 euro. La rete, gratuita, arriva fino alle porte degli uffici dei vari Comuni, sotto forma di «Dark fider», cioè di fibra scura. Poi sono i Comuni a doverla «illuminare» secondo le loro esigenze. Monza, Gorgonzola, Vimercate e Melegnano per esempio lo hanno già fatto e non solo: hanno poi esteso a loro spese anche in città il «reticolato», utilizzando la stessa «via».

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