Mirafiori, la Fiom: "Se vince il sì niente firma" Marchionne: "Con il no investiamo in Canada"

L'ad da Detroit annuncia l'aumento della quota nella società controllata: "Entro l'anno al 51%".
Si ricompone la frattura tra Cgil e Fiom: Camusso e Landini confermano lo sciopero del 28 gennaio. E su Mirafiori: "La vertenza si può vincere". Poi mette alle strette Bersani

Detroit - Gli insulti e le stelle a cinque punte? "Sono di sicuro fuori posto e riflettono una mancanza di civiltà che credo non sia opportuna per l’Italia" questo il parere di Sergio Marchionne. "Siamo fiduciosi - ha aggiunto - che l’aspetto razionale prevalga. Lasciamo fuori l’ideologia politica e facciamo qualcosa di buono per l’azienda e per i lavoratori come vogliamo fare a Mirafiori". Poi l'ad parla del referendum di Mirafiori: se ci sarà il 51% di sì "il discorsi si chiude, l’investimento si fa".

Con il no tutti in Canada Se a Mirafiori vincesse il no per Marchionne "ci sono moltissime alternative. Venerdì scorso - ha detto a Detroit - ero in Canada a Brampton per lanciare il charger della Chrysler. Ci hanno invitato a investire e aumentare la capacità produttiva. C’è un grande senso di riconoscimento per gli investimenti che abbiamo fatto là. Stanno aspettando di mettere il terzo turno, trovo geniale che la gente voglia lavorare, fare anche il terzo turno. Lavorare sei giorni alla settimana è una disponibilità incredibile, in Europa questo è un problema, Brampton è una possibilità, ma ce ne sono moltissime altre dappertutto come Sterling Heights".

Elkann: "Non molliamo nulla" Fiat si tiene strette Ferrari, Alfa Romeo e Magneti Marelli."Ci teniamo stretto tutto". Così il presidente della Fiat John Elkann ha rimarcato le dichiarazioni dell’ad Marchionne escludendo ogni possibile dismissione. "Abbiamo investito troppo e non vendiamo anche se ci offrono un sacco di soldi" ha detto. Sulla stessa linea anche l’amministratore delegato: "Vendere attività? Le possibilità sono assolutamente zero" ha detto.

La quota in Chrysler "Fiat è già salita al 25% di Chrysler perché ha già rispettato la prima condizione del primo motore con tecnologia Fiat certificato in Usa". Lo ha detto l’ad di Chrysler e Fiat durante un incontro con i giornalisti a margine del salone dell’auto di Detroit. "C’è la possibilità di arrivare al 51%, ci sono le risorse per farlo anche quest’anno" ha aggiunto.

Risposta a Landini "Non voglio entrare in polemica con Landini perché non risolviamo niente, ma è impossibile discutere con qualcuno che considera qualsiasi cosa che facciamo illegittima - dice Marchionne -. Considerano illegittimo finanche il referendum voluto dai sindacati. È un’iniziativa partita da loro e adesso persino quella è considerata illegittima. È sempre colpa della Fiat. Ci sarà pure qualcosa di legittimo". "Forse quello che stabilisce lui" aggiunge ironicamente Elkann.

Marcegaglia: siamo sulla stessa sponda "C’è chi dice che Fiat e su una sponda e Confindustria su un’altra. Chi dice queste cose le dice non sapendo o facendo finta di non sapere quello che è successo negli ultimi anni". Così al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sui rapporti con Fiat. Lo ha detto, partecipando alla registrazione della trasmissione tv Porta a Porta, ricordando l’accordo del 2009 sul nuovo modello contrattuale che - ha aggiunto - "dice esattamente questo. Che se si fa un accordo tra sindacati e imprese va eseguito, e se non lo si esegue devono esserci sanzioni". Accordo che non fu firmato dalla Cgil, "che era al tavolo ma non decideva". Mirafiori e Pomigliano sono «fuori» da Confindustria, "ma quando faremo un contratto dell’auto con certe carateristiche..." dovrebbe rientrare, ha detto Marcegaglia accennando ai colloqui avuti a dicembre New York con l’ad di Fiat Sergio Marchionne. 

Cgil e Fiom allo scontro Alla fine ha vinto la linea dura. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, sale sul carro della protesta, quello della Fiom di Maurizio Landini. Dire no al referendum su Mirafiori e portare tutti i lavoratori in piazza il 28 gennaio per uno sciopero contro Marchionne. 

Niente firma su Mirafiori Landini ribadisce che qualunque sarà l’esito del referendum che si terrà venerdì a Mirafiori, la Fiom non firmerà l’accordo. "L’accordo non è accettabile anche perché non c’è sul tavolo un piano industriale. L’accordo non è firmabile, non chiederemo ai lavoratori di non andare a votare perché non vogliamo schedatura. I referendum - ha insistito - in Italia si fanno solo se li chiede Marchionne". Il capo delle tute blu della Cgil ha aggiunto che "giovedì saremo a Mirafiori per fare le assemblee con i lavoratori. Ribadiamo che il referendum è illegittimo, non chiediamo ai lavoratori di votare contro la Costituzione. Non si possono mettere in discussioni diritti indisponibili. Pertanto, l’accordo non è firmabile. Inviteremo comunque i lavoratori ad andare a votare affinché non ci siano schedature da parte dell’azienda".

La Camusso si schiera  Quello di Mirafiori è "un accordo sbagliato. È bene che i lavoratori si esprimano con un no al referendum". Lo ha detto il segretario generale della Cgil ai microfoni del Tg3. "Bisogna difendere il diritto dei lavoratori di essere liberi di poter scioperare e di votare i propri rappresentanti sindacali" ha affermato, sottolineando che per queste "ragioni saremo con loro - ha aggiunto riferendosi alla Fiom - allo sciopero generale del 28 gennaio".

Al Pd: "Ci ascolti e prenda posizione" "Ci auguriamo che Bersani ci ascolti, decida cosa fare e prenda una posizione" sull’accordo ha continuato Landini. "Ci aspettiamo che ci ascolti, rifletta sul nostro punto di vista e ci capisca". 

Vertenza aperta La vertenza con la Fiat resta aperta e la decisione dello sciopero di 8 ore per il prossimo 28 gennaio serve per ribadire che "la partita è ancora aperta" spiega Landini, segretario generale della Fiom, nel corso di una conferenza stampa. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil inizia oggi il suo impegno per far riuscire le manifestazioni di protesta che si terranno in ogni regione del paese. Il 27 a Bologna Landini e la segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, terranno i loro comizi. "Da Pomigliano a Mirafiori difendiamo ovunque il contratto e i diritti", questo lo slogan della manifestazione. "Otto ore di sciopero sono un sacrificio per i lavoratori - ha sottolineato Landini - ma è necessaria una risposta alla gravità della situazione". La Fiom ha poi annunciato l’inizio di una raccolta di firme sui luoghi di lavoro e aperta anche a tutti i cittadini che "non vogliono accettare quanto avviene alla Fiat" ha spiegato ancora Landini. La campagna, che è stata intitolata "Uniti ce la possiamo fare", serve anche per ribadire che "la partita con la Fiat è aperta - ha rimarcato il sindacalista - così come non è terminato il lavoro per la riconquista del contratto".

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