«Cos'è questo?» chiede Bruce Chatwin bambino davanti a un frammento di pelle spessa e coriacea con ispidi peli rossicci che la nonna conserva nell'armadio a vetri della sala da pranzo. «Un pezzo di brontosauro» risponde l'anziana signora. Comincia così In Patagonia, il capolavoro del grande scrittore britannico prematuramente scomparso nel 1989.
«Noi alla fine del mondo non abbiamo trovato reperti preistorici ma pinguini che guardavano i modelli in smoking sulla neve con l'aria un po' seccata di chi si chiede perché mi copi il vestito?, enormi puma che sfrecciano nella pampa alla stessa velocità di una Ferrari e gauchos che tosavano le pecore in tempi da record» dicono Niccolò e Filippo Ricci, rispettivamente amministratore delegato e direttore creativo del brand Stefano Ricci fondato dai loro genitori a Firenze nel 1972. I due fratelli sono appena rientrati dal viaggio in Patagonia e Terra del Fuoco concludendo l'ottava Missione Explorer del più lussuoso ed esclusivo marchio italiano di moda e lifestyle maschile. «Siamo partiti sulle orme di Magellano, Shackleton, Sepulveda, Neruda e ovviamente di Bruce Chatwin» aggiungono visibilmente soddisfatti perché in soli 26 giorni sono riusciti a fare un libro, il video emozionale presentato una settimana fa al teatro Nicolini di Firenze, il cosiddetto look book su cui lavoreranno per i prossimi sei mesi e un'esperienza umana e professionale senza precedenti. Il fotografo della missione è stato Andy Mann, uno dei migliori fotoreporter del National
Geographic, capace d'immergersi nelle gelide acque del Polo Nord per immortalare il tuffo di uno degli ultimi orsi polari. In Patagonia ha aspettato per ore il passaggio di un puma dietro ai modelli che camminano nella pampa con un blouson in visone rasato a spina di pesce oppure con il completo in jersey di vicuña Alpha Yarn, il più prezioso filato al mondo, con un diametro di 13,5 micron, ovvero 6,5 micron in meno del capello di un neonato. Come sempre la missione era legata a un progetto di sostegno alle realtà locali ovvero ai piani di conservazione dei puma nel loro habitat naturale grazie a un accordo raggiunto con la Fundacion Cientifica Accion Fauna. Stavolta però la Fondazione Stefano Ricci in collaborazione con il Comune di Firenze ha organizzato l'Explorer Symnposium dedicato agli studenti delle scuole superiori e di alta specializzazione. Nella spettacolare (oltre che gelida) cornice del Salone dei 500 di Palazzo Vecchio hanno raccontato le loro incredibili esperienze personaggi come Steve McCurry, il fotografo e visual storyteller americano che ha scattato la foto più vista al mondo: quella della bellissima ragazza afgana dagli occhi verdi. Zahi Hawass, egittologo ed ex ministro del turismo e delle antichità dell'Egitto, ha incantato il pubblico con le sue storie incredibili sul tesoro di Tutankamon, sulla tomba di Nefertari (la più bella della West Bank) e sul GEM che è il nuovo museo di egittologia appena inaugurato al Cairo. Abbiamo trovato solo il 30 % dei reperti dell'antico Egitto ha detto lo studioso qualcuno di voi ragazzi deve venire a darci una mano perché per costruire il futuro devi conoscere il passato».
Sono poi intervenuti l'esploratrice Milbry Polk membro del consiglio del The Explorers
Club New York di cui han fatto parte i primi astronauti che sono andati sulla luna, Terry Garcia Ceo di Exploration Ventures ed ex capo delle missioni esplorative del National Geographic: insomma una schiera di Indiana Jones. I ragazzi erano a dir poco affascinati anche se lo scopo del simposio era spiegare che queste cose non si fanno per strappare un like sui social, ma per capire il mondo e i suoi problemi, evitando di commettere altri errori che potrebbero essere fatali all'umanità.
Sconvolgente la testimonianza del fotografo pluripremiato Massimo Sestini che ha avuto due lunghi arresti cardiaci durante un'immersione nelle gelide acque del lago di Lavarone e si è salvato solo per il pronto intervento di un istruttore. «Da alloro guardo alla vita e alle sue occasioni in un altro modo» ha detto Sestini che perfino in punto di morte ha continuato a fare il suo lavoro di documentare la realtà con uno scatto ben fatto.