Antonio Lodetti
La copertina del cofanetto Le avventure di Lucio Battisti e Mogol (uscito linverno scorso) raffigura i due a cavallo in maglietta, jeans e cappello da cowboy, ricordo della cavalcata ecologica del 1970 che li condusse da Milano a Roma in poco più di un mese. Liberi, spensierati, ambientalisti ante litteram «quando lambientalismo - ricorda Mogol - era un vezzo da salotto e noi due, con quellimpresa, ci proiettammo nel futuro».
Dopo 35 anni Mogol celebra quel raid viaggiando a ritroso da Roma a Milano. Quella con Lucio unimpresa al limite dello sport estremo, senza mai cambiare cavallo (Mogol in sella a Pinto, Battisti a Ribatejo) con una macchina dappoggio e un fornelletto per cucinare i pasti; vita sportiva e spartana, unica distrazione una fermata furtiva («con la gente che guardava il nostro abbigliamento da vaqueros») in un bar sullAurelia, per dare una sbirciatina alla partita del secolo: Italia-Germania 4 a 3. Quella di oggi unimpresa in grande stile, con dieci cavalieri, il patrocinio della Federazione Italiana Sport Equestri e la possibilità di aggiungersi al gruppo durante una delle 27 tappe giornaliere della cosiddetta «ippovia». E lanno prossimo ci sarà la replica in grande, assicura Mogol, con 500 cavalieri. «In un certo senso la nostra fu una pazzia - ricorda Mogol -, Lucio non sapeva neppure cavalcare e dovetti convincerlo a seguirmi. A tratti fu unimpresa dura ma Lucio imparò subito perché aveva una mente analitica, capace di comprendere subito qualsiasi meccanismo. Nella vita come nella musica era geniale e sensibile, non a caso quando tornò a casa scrisse Emozioni, per questo la sua voce è ancora nel cuore della gente».
Stavolta né le telecamere né i reportage televisivi, visto che è allo studio uno speciale di Raidue sulla gloriosa coppia.
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