Molestie, la Moratti fa dimettere l’assessore

MilanoBrutto intrigo internazionale a Milano. Si è dimesso l’assessore comunale all’Ambiente Paolo Massari, accusato di molestie sessuali da due donne. Per ora nessuna denuncia, ma solo le lettere che, come anticipato dal Corriere, il sindaco Letizia Moratti si è vista recapitare. E che l’hanno convinta a far pressione perché la rinuncia all’incarico fosse annunciata il più presto possibile. «Prendo atto delle dimissioni di Massari - le parole ieri di una Moratti mai vista così nera in quattro anni a Palazzo Marino -. E mi auguro faccia chiarezza su questa vicenda». Spiegazioni, dunque, che la lady di ferro pretende dall’assessore, abbandonato al suo destino forse anche dopo un’inchiesta interna ordinata dal sindaco e i cui risultati stavano sul suo tavolo già da qualche giorno.
I fatti. O almeno quello che si può ricostruire dalle diverse versioni della vicenda. Il 25 maggio a Milano si inaugurava la rassegna «Norweek 010». Alla cena di gala, organizzata dal console generale di Norvegia a Milano Carlo Clavarino, Massari avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti a una dirigente dell’ufficio norvegese per il Commercio e il turismo. Che, seccatissima, il giorno dopo ha segnalato gli «episodi disdicevoli» all’ambasciatore Einar Bull. Che si è lamentato direttamente con il sindaco Moratti. Indagine interna e invito a Massari a dimettersi. «Non mi dimetto, non ho fatto nulla», la sua difesa. Fino a quando, l’altro giorno, alla Moratti è arrivata una seconda lettera. Quella di una dipendente dell’ufficio Relazioni internazionali del Comune che denunciava le molestie dell’assessore. E un ricatto sessuale legato al suo contratto in scadenza. Troppo per la Moratti. «Voglio capire da chi e di che cosa vengo accusato - l’ultima difesa di Massari ancora ieri mattina -. Prima di prendere qualunque decisione è questo il passo da fare. In ogni caso, respingo qualunque addebito». Non abbastanza. La Moratti pretende la sua testa. E la ottiene. Anche se, come detto, finora non ci sono denunce. Ma pesantissima è l’accusa della dipendente del Comune che al Giornale parla di «fatti gravissimi, vorrei urlarli al mondo intero». Ma di una «situazione delicata che le impone prudenza». Massari, invece, non risponde al telefono e si limita ad affidare a un comunicato ufficiale del Comune il suo passo indietro «per non mettere in difficoltà il lavoro del sindaco e della giunta comunale e potersi difendere al meglio dalle accuse apparse sui giornali». Nessuna dichiarazione nemmeno dai diplomatici norvegesi che sulla vicenda rifiutano qualsiasi commento.
E così la giunta Moratti perde il suo sesto assessore in nemmeno quattro anni di vita. Carla De Albertis traslocata nella Destra di Storace e oggi nella Lega, Ombretta Colli trasferita al Senato, Tiziana Maiolo che ha messo la sua ira nero su bianco nelle pagine di un pamphlet al veleno contro il sindaco, Vittorio Sgarbi giubilato perché ingestibile ed Edoardo Croci sacrificato sull’altare dell’Ecopass.
E poi c’era Milko Pennisi, il presidente della commissione Urbanistica del Comune, pizzicato con una mazzetta da 5mila euro che un imprenditore gli stava consegnando dentro un pacchetto di sigarette per vedere sbloccata una pratica. Un giovane rampante del Pdl. Come giovane rampante era Massari. Quarantaquattro anni, sempre elegante, amante delle feste, giornalista Mediaset, dal 1997 in consiglio comunale a Milano sui banchi di Forza Italia prima e del Pdl poi, era stato nominato assessore all’Ambiente solo a novembre. Uno scranno a lungo inseguito con le sue celebri interrogazioni per chiedere lotta dura alle zanzare. «Farò di tutto - dice oggi - e in tutte le sedi, per dimostrare la falsità delle accuse».
Per ora nessuna decisione dai vertici del Pdl, anche se ieri il coordinatore regionale Guido Podestà ha cominciato a discutere della vicenda con Massari. Già pronto ad approfittare della situazione il centrosinistra, visto che a Milano si voterà per il sindaco tra nemmeno un anno. «Una Moratti in caduta libera - attacca Roberto Caputo, vicecapogruppo del Pd in Provincia -. E i rumors di una sua sostituzione nel 2011 con Mariastella Gelmini o un Gabriele Albertini sgomitante sono sempre più insistenti. Quindi il centro-sinistra è chiamato a scegliere al più presto il suo candidato a sindaco. Con o senza primarie».

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