Altro che "rivoluzionaria": la caduta di Kamala Harris

"Usata per vincere, non per governare": la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris si sente messa in disparte da Joe Biden. Scelta dal presidente per ragioni "estetiche", non è mai stata "rivoluzionaria" come i media l'hanno dipinta

Altro che "rivoluzionaria": la caduta di Kamala Harris

Kamala Harris è stata usata dal presidente Joe Biden per vincere le elezioni e poi messa all'angolo. È questo il sentimento di frustrazione che serpeggia fra i dem e che la dice lunga sul momento di difficoltà che sta vivendo l'amministrazione Biden, sempre più impopolare fra gli americani. Come riporta il New York Times, senza un ruolo da protagonista in alcune delle decisioni più critiche che la Casa Bianca deve affrontare, Kamala Harris è finita in un cul de sac: fra le critiche che la dipingono come inadeguata e non all'altezza dell'importante ruolo che ricopre e il risentimento dei suoi sostenitori, i quali sostengono sia stata volutamente messa all'angolo dal presidente americano: usata per vincere ma non per governare.

Dal canto suo, Harris ha confidato in privato ai suoi sostenitori che avrebbe avuto una copertura mediatica diversa come vicepresidente se fosse stata maschio e bianco, come i suoi 48 predecessori. Ma il presunto razzismo dei media non basta a spiegare ciò che sta accadendo all'interno dell'amministrazione statunitense. La verità è che anche fra i democratici, secondo quanto riportato dal New York Times, la frustrazione è molta per il ruolo in cui è stata messa la vicepresidente. I sondaggi su Kamala sono da incubo: circa il 60% degli elettori americani non approva il suo operato. Un periodo nero per l'ex Procuratrice della California, iniziato in estate con le voci circa la sua incapacità di gestire il suo staff, confermate peraltro da una serie di dimissioni fra il suo entourage.

Altro che "rivoluzionaria": la verità su Kamala Harris

C'è un equivoco di fondo su Kamala Harris, dipinta come "rivoluzionaria" dai media liberal. Come spiega Federico Rampini sul Corriere della Sera, Biden aveva scelto la Harris "per ragioni letteralmente estetiche: donna, cinquantenne, e discendente da ben due minoranze etniche, indiana e afroamericana. Era l'esatto contrario del presidente, vecchio maschio bianco cattolico. Perciò era rivoluzionaria per definizione". Peccato che, sottolinea Rampini, la vera Harris non corrispondeva a quello stereotipo. "Sua madre veniva dall'India, ma dalla casta privilegiata dei bramini tamil, ed era una brillante ricercatrice medica all'università di Berkeley. Il padre era giamaicano, ma un noto economista, una celebrity accademica. Come ministra della Giustizia in California la Harris aveva inflitto pene severe ai criminali, in contrasto con la filosofia delle procure progressiste. La Harris si era prestata a una finzione corteggiando Black Lives Matter, #MeToo e tutte le frange radicali della sinistra".

I progressisti non hanno mai amato la vicepresidente

Nonostante il corteggiamento, in passato l'ala "liberal" dei dem non ha risparmiato dure critiche nei confronti della ex Procuratrice generale della California. I progressisti l’hanno attaccata per aver confermato quasi 2.000 condanne per possesso di marijuana come procuratrice distrettuale di San Francisco e per aver implementato un programma anti-assenteismo che minacciava i genitori di reati se i loro figli si fossero assentati troppo da scuola. Inoltre, secondo i progressisti alla Alexandria Ocasio-Cortez, come Procuratrice della California Kamala Harris non avrebbe fatto abbastanza per affrontare la brutalità della polizia, soprattutto dopo essersi rifiutata di indagare sulle sparatorie della polizia su due uomini di colore nel 2014 e nel 2015.

Inoltre, non ha sostenuto un disegno di legge del 2015 nell’assemblea statale che avrebbe richiesto al procuratore generale di nominare un procuratore speciale specializzato nell’uso della forza mortale da parte della polizia. Un amore mai sbocciato, quello fra Kamala e i progressisti duri e puri, confermato dal fatto che quando Joe Biden scelse Kamala come vicepresidente molti progressisti si dichiararono tutt'altro che entusiasti della scelta.

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