Australia, i "droni-pastore" vigilano sulle greggi

Nelle campagne dell’Australia, l’utilizzo dei droni sta per spedire a cuccia una specie fin ad oggi sacra e preziosa per chi lavora nei campi: i cani da pastore

Australia, i "droni-pastore" vigilano sulle greggi

La tecnologia sostituisce l’uomo e talvolta anche l’animale. Ne è la prova la rivoluzione in atto nelle campagne dell’Australia, dove l’utilizzo dei droni sta per spedire a cuccia una specie fin ad oggi sacra e preziosa per chi lavora nei campi: i cani da pastore. Ebbene sì, i lupi che tradizionalmente conducono e sorvegliano greggi e bestiami potrebbero presto consegnare il testimone ai droni. Gli ingegneri della Ninox Robotics, azienda australiana specializzata nella elaborazione di innovative strumentazioni tecnologiche in ambito agricolo, sono all’opera per adeguare i droni militari alle occorrenze dei proprietari terrieri. Il congegno ha una videocamera e sensori a raggi infrarossi in grado di individuare anche di notte la presenza di combustioni, cinghiali o animali selvatici che rappresentano una minaccia per le piantagioni e gli allevamenti. Una volta identificato il pericolo, il drone manda un segnale ai braccianti, pronti a intervenire via terra. Questo consente di evitare lo spargimento di veleno spesso utilizzato dai contadini per arginare le scorribande dei predatori. Gli esperimenti sui quadricotteri della Ninox (che volano a un’altitudine minima di 400 metri e a una velocità massima di 120 chilometri orari) hanno già ottenuto il via libera dall’esecutivo e la diffusione sul mercato è prevista tra novembre e dicembre. In realtà, il primo drone-pastore del mondo si è alzato nei cieli irlandesi all’inizio di quest’anno e appartiene a Paul Brennan, un mezzadro che si dilettava a girare clip aeree della sua tenuta, salvo poi accorgersi che il robot con le ali era anche un ottimo leader per il branco. Chissà se il cane di Mr. Brennan ora è in cassa integrazione…

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