Balena-soldato russa filmata nelle acque norvegesi

Due anni fa, la Marina Militare russa ha ricevuto fondi per addestrare balene beluga, foche e delfini per svolgere operazioni nelle acque polari. Qualcosa, però, non torna

Balena-soldato russa filmata nelle acque norvegesi

Una balena beluga equipaggiata con una particolare imbragatura, è stata scoperta al largo della Norvegia settentrionale. Il video, divenuto virale, sta facendo il giro del mondo. La balena potrebbe far parte di un programma della Marina Militare russa. Mosca e Washington addestrano da decenni i mammiferi marini per proteggere le proprie coste dai sub nemici.

La balena beluga di Ingøya

Per settimane, secondo il racconto dei pescatori del luogo, la bianca balena ha mordicchiato le reti gettate dai pescherecci salpati dall’isola di Ingøya, al largo della Norvegia settentrionale, nel Circolo Polare Artico. Pochi giorni fa, gli scienziati dall'Istituto di ricerca marina norvegese sono riusciti ad avvicinare il cetaceo, notando una particolare imbracatura. Quest’ultima, rimossa dall’esemplare, recava la dicitura “Attrezzatura" e "San Pietroburgo”. Non, come affermato in precedenza "Attrezzatura di San Pietroburgo". Secondo gli scienziati norvegesi, la balena bianca è probabilmente un asset della Marina russa. Se così fosse, è altamente probabile che la balena provenisse da Murmansk. Quell’imbracatura avrebbe consentito al cetaceo di trasportare sistemi di sorveglianza come telecamere o altri sensori marini. La balena, molto docile ed abituata al contatto umano, ha poi preso il largo dopo essere stata rifocillata dagli scienziati.

Stati Uniti, acquario di San Diego

L’acquario di San Diego, nella California meridionale, sulla costa dell'Oceano Pacifico, è responsabile del programma Marine Mammal Program della Marina Militare degli Stati Uniti.

Marine Mammal Program

Dal 1959 la Marina Militare degli Stati Uniti addestra delfini e leoni marini per diverse tipologie di missioni: dalla sorveglianza dei porti, allo sminamento ed al recupero delle apparecchiature sensibili. Il Marine Mammal Program è stato declassificato nel 1990. La US Navy gestisce attualmente 75 mammiferi marini, divisi in cinque squadre, ognuna con uno specifico profilo di missione. Ogni team, formato da un uomo e da un animale, è conosciuto in gergo con l’acronimo MK seguito da un numero. Le squadre MK 4,7 e 8 si avvalgono esclusivamente dei delfini. La squadra MK 5 utilizza i leoni marini, mentre la MK 6 impiega entrambi i mammiferi. La US Navy può schierare un team MK in qualsiasi parte del mondo con un preavviso massimo di 72 ore.

Per dieci anni, il Marine Mammal Program ha schierato i delfini in Vietnam. Nel 2003, alcune squadre MK sono state inviate nel Golfo Persico. Fino al maggio del 2010, la base sottomarina Bangor su Hood Canal, venti miglia a nord ovest di Seattle, era protetta dai leoni marini. Dal 2010 ad oggi, tale compito è svolto dai delfini. Secondo la Marina USA nessun mammifero è mai stato addestrato per uccidere.

Russia, acquario di Sebastopoli

L’acquario di Sebastopoli è uno dei due centri al mondo per l’addestramento dei delfini al combattimento. Il Combat Dolphin Program della Marina Militare sovietica risale al 1960. I primi esperimenti in questo settore risalgono alla prima guerra mondiale.

Combat Dolphin Program

Il Combat Dolphin Program è stato concepito per addestrare i mammiferi marini nel rilevare attrezzature militari sul fondo del mare e per attaccare i sub nemici. Nel 1980 l’addestramento ha incluso operazioni anti-sabotaggio e soccorso. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’intera sezione di addestramento dei delfini ed i suoi specialisti sono passati alla Marina ucraina. Al fine di mantenere intatta l’unità, i mammiferi sono stati utilizzati per compiti civili, come il trattamento di alcune patologie neurologiche infantili. Il Combat Dolphin Program è stato ufficialmente riaperto nel 2011, con nota ufficiale del Ministero della Difesa ucraino. Il 13 febbraio del 2014, Kiev ha annunciato la chiusura del programma per carenza di fondi e la vendita degli animali agli acquari del pianeta entro un mese. Con l’annessione russa della penisola, Mosca ha ripreso possesso delle strutture e degli animali.

Da dove proviene la balena beluga di Ingøya?

Qualcosa non torna

Fino agli anni novanta, la struttura responsabile dell'addestramento delle balene beluga per il Cremlino era situata in una base della flotta del Pacifico, nell'Estremo Oriente russo. Nel 2014, un paio di beluga addestrati sono stati schierati nel porto di Sochi, come parte del protocollo di sicurezza in vista dei Giochi olimpici invernali del 2014. Sappiamo, inoltre, che nel 2017, il Presidente della Russia Vladimir Putin ha autorizzato la riapertura di tre ex basi sovietiche lungo la costa artica. La Marina Militare russa, in collaborazione con l'Istituto di ricerca di biologia marina di Murmansk, ha ricevuto fondi per addestrare balene beluga, foche e delfini per svolgere operazioni nelle acque polari. I media russi riportano che delfini e foche si sono rivelate più adatti all'addestramento nei climi artici rispetto alle balene beluga. Queste ultime avrebbero una minore capacità di ricordare i comandi umani e sarebbero più indicate per missioni di sorveglianza e ricognizione. Secondo i russi, delfini e foche sono state addestrati per assistere i sub e rilevare sistemi d'arma a 120 metri di profondità. Tuttavia qualcosa non torna. E' certamente plausibile che una balena beluga addestrata, possa svolgere specifiche operazioni militari subacquee, ma perchè i russi avrebbero dovuto equipaggiare un proprio asset con una imbracatura firmata? perchè scrivere in caratteri romani e non in cirillico? perchè ufficializzare l'appartenenza di un animale ad un programma russo, teoricamente classificato? Ovviamente, potrebbe essere proprio questo il depistaggio di Mosca, concepito per screditare episodi del genere per uno scenario IW previsto e che si è attivato. Un'altra possibile versione è che la balena beluga appartenga a dei privati che addestrano i mammiferi per poi venderli agli acquari del pianeta. In ogni caso, la macchina mediatica russa è in piena attività: "il compagno Belugov è riuscito ad infiltrarsi nell'esercito norvegese per spiare l'alleato della Nato. Ben fatto compagno"

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