Bolsonaro vara piano di privatizzazione delle infrastrutture statali

“Apprezzamenti” per il piano di dismissioni ideato dall’esecutivo brasiliano sono stati espressi dal Fondo Monetario Internazionale, mentre feroci critiche a carico dell’iniziativa governativa sono state al contrario avanzate dal Partito dei lavoratori

Bolsonaro vara piano di privatizzazione delle infrastrutture statali

Il governo brasiliano ha in questi giorni annunciato un “imponente” piano di privatizzazioni, mirante, nelle intenzioni del presidente Bolsonaro, ad arrecare uno “shock positivo” all’economia nazionale, da anni in recessione.

A pochi giorni dall’intervento del capo dello Stato al forum di Davos, l’esecutivo del Paese sudamericano ha illustrato agli investitori internazionali una strategia diretta a ridurre la presenza statale nella rete infrastrutturale brasiliana. Gli ideatori del piano, promosso direttamente da Bolsonaro, sono Tarcisio Freitas, ministro dei Lavori pubblici, e Paulo Guedes, titolare del dicastero dell’Economia. In base al piano predisposto dai due esponenti del governo nazionalista, “centinaia” di autostrade, linee ferroviarie e aeroporti finora di proprietà federale verranno ceduti dalle autorità a investitori privati, sia brasiliani sia stranieri.

Le infrastrutture rientranti nel piano governativo di dismissione sono state giudicate dall’esecutivo Bolsonaro come “un costo eccessivo per il bilancio federale”, in quanto bisognose di una manutenzione “sempre più gravosa per le casse pubbliche”. Tra le opere in via di privatizzazione vi è, ad esempio, l’Autostrada Transamazzonica, la quale connette la fascia costiera del Paese con gli insediamenti costituiti all’interno del “polmone verde” del pianeta.

L’importanza di tale strategia al fine di “risollevare” l’economia nazionale è stata ribadita da Adalberto Vasconcelos, stretto collaboratore di Bolsonaro e segretario generale dell’esecutivo federale. Egli ha infatti definito il “pacchetto” di dismissioni elaborato da Freitas e Guedes come un “primo passo” verso la “liberazione” del Brasile dallo “statalismo corrotto” instaurato dalle precedenti amministrazioni di sinistra. Ad avviso di Vasconcelos, la nazione starebbe attraversando una grave crisi economica proprio a causa dell’“eccessiva presenza pubblica” nella società, favorita dai presidenti socialisti del passato e fonte di “spese in disavanzo, clientele, frustrazione dell’iniziativa privata”.

“Apprezzamenti” per la riforma ideata dell’esecutivo Bolsonaro sono stati subito espressi da Alejandro Werner, responsabile del dipartimento per l’Emisfero occidentale del Fondo Monetario Internazionale. Al contrario, critiche al “pacchetto” di privatizzazioni sono state avanzate dalla sinistra brasiliana. Il Partito dei lavoratori ha infatti accusato la leadership nazionalista di volere “svendere il Paese agli speculatori stranieri”.

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