Litigano per il cellulare: la moglie dà fuoco al marito

Dopo la lite per il cellulare, la donna ha iniziato a picchiare il marito, per poi rovesciargli addosso un secchio di benzina e appiccare infine le fiamme

Litigano per il cellulare: la moglie dà fuoco al marito

Una discussione tra coniugi riguardo all'"uso del cellulare" stava costando la vita al marito, dato che la propria moglie gli aveva "dato fuoco". La vicenda in questione è andata in scena domenica nella cittadina di Colebrook, nel nordest dell'Ohio, dove la 36enne Tiffany Hall ha appunto cercato di dare alle fiamme il consorte 62enne. Per il tentato omicidio del marito, la donna è stata arrestata e incriminata.

In base alle ricostruzioni forensi messe a punto grazie a diverse testomianze e grazie al racconto fatto dalla vittima, i due avrebbero iniziato a litigare in merito appunto all'uso del cellulare, fino a quando la donna, accecata dalla rabbia, avrebbe prima picchiato il coniuge e poi gli avrebbe rovesciato addosso un "secchio di benzina", dandogli infine fuoco. L'uomo, in preda alle fiamme, era quindi corso in strada in cerca di aiuto e, alla vista di quel disperato avvolto dalle lingue di fuoco, un testimone aveva avvertito la polizia.

Il 62enne, al fine di ottenere aiuto immediato, era quindi corso verso la casa dei vicini, che lo avrebbero aiutato spruzzandogli dell'acqua addosso mediante una pompa e medicandogli sommariamente le ferite, fino all'arrivo dell'ambulanza. L'uomo sarebbe stato allora trasportato d'urgenza all'ospedale della zona, per venire dichiarato alla fine "fuori pericolo".

La Hall invece, dopo avere dato fuoco al marito, era fuggita di casa e aveva rubato un'auto parcheggiata poco lontano dalla medesima abitazione. Al termine di una breve fuga, la 36enne è stata arrestata e condotta nel carcere della contea di Ashtabula, venendo poi incriminata per aggressione e per furto. La cauzione per il rilascio della donna è stata fissata dal magistrato del posto a 100mila dollari, ma, prima di potere riassaporare la libertà in attesa del processo penale, l'indagata dovrà sottoporsi a esami intesi ad accertare la stabilità mentale di lei; una volta scarcerata, inoltre, la 36enne non potrà avere alcun contatto con il marito.

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