Coronavirus

Coronavirus, in Cina oltre mille persone a processo

Più di mille persone a processo, oltre 8mila sotto inchiesta. La loro colpa? Non aver adottato le misure preventive consigliate per evitare la trasmissione del coronavirus

Coronavirus, in Cina oltre mille persone a processo

In Cina, accanto all'emergenza sanitaria, il nuovo coronavirus ha provocato anche un mezzo terremoto sociale e politico. Secondo quanto riportato dall'agenzia Adnkronos, la procura generale cinese ha fatto sapere che al di là della muraglia sono finite sotto processo oltre mille persone in relazione all'epidemia del Covid-19. Sono inoltre state condotte inchieste nei confronti di più di 8mila soggetti.

Le accuse? Non aver adottato le misure preventive consigliate per evitare la trasmissione del coronavirus nel Paese. Ma anche aver prodotto o distribuito prodotti non autorizzati, per ostruzione allo svolgimento delle mansioni ufficiali. E ancora: diffusione di notizie false (soprattutto sui social network) e uccisione di animali selvatici considerati a rischio. Ricordiamo che la Cina, al fine di contenere l'avanzata del virus, ha recentemente messo al bando la pratica di vendere e mangiare la carne appartenente a bestiole come zibetti, cervi, tassi, pavoni, coccodrilli, pangolini e tartarughe.

Le misure adottate dal governo

Da un punto di vista della politica interna, lo scenario di emergenza ha offerto ai vertici del Partito Comunista cinese l'occasione per rimuovere dalle loro cariche diverse centinaia di funzionari locali, rei di aver messo in pratica una gestione insoddisfacente della crisi sanitaria e responsabili di gravi lacune. Le misure draconiane sono state adottate in seguito alle indicazioni emerse da una riunione tenutasi lo scorso 25 gennaio dal Comitato permanente del Politburo, con a capo il presidente Xi Jinping.

Nel frattempo il modus operandi messo in campo da Pechino – quarantena forzata per le zone rosse e controlli a tappeto – sembrerebbero condurre nella giusta direzione. Al momento sono 14 le provincie cinesi in cui è calato il livello di allerta nella risposta all'epidemia di coronavirus. Gli ultimi downgrading sono stati operati oggi dopo che al di fuori della provincia dello Hubei, epicentro del contagio, non si sono verificati decessi, nella giornata di ieri, per la prima volta in 23 giorni.

L'ultima provincia cinese ad abbassare il grado di allerta, in serata, ora locale, è stata l'isola di Hainan, che ha deciso di portare dal primo al terzo grado il livello di emergenza, dopo che solo pochi casi di nuovi contagi sono stati accertati negli ultimi giorni. È importante sottolineare come nella scala cinese, il primo grado costituisca il livello di allerta più alto, mentre il quarto grado il più basso.

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