Coronavirus, gli esperti cinesi: "Picco di contagi tra dieci giorni"

Lo scienziato Zhong Nanshan, lo pneumologo cinese che scoprì il coronavirus Sars nel 2003, ha detto che il picco massimo del 2019-n-Cov arriverà tra una decina di giorni. Ma altri esperti la pensano diversamente

È sempre più complicato aggiornare i contagi e le morti provocate dal nuovo coronavirus cinese, l'agente patogeno potenzialmente mortale che ha messo in ginocchio la Cina.

La diffusione del 2019-n-Cov è partita da Wuhan, una megalopoli di 11 milioni di abitanti situata nella provincia dello Hubei. Nonostante vi siano già all'attivo quasi 6mila pazienti contagiati in terra cinese (superata la Sars, che tra il 2002 e il 2003 si era fermata a 5.327), gli esperti ritengono che il peggio debba ancora arrivare.

Lo scienziato Zhong Nanshan, lo pneumologo cinese che scoprì il coronavirus Sars nel 2003, ha detto che il picco massimo della nuova misteriosa malattia cinese arriverà tra una decina di giorni.

Nel corso di un'intervista con l'agenzia stampa Xinhua, il signor Zhong ha dichiarato che “il virus raggiungerà il suo apice tra dieci giorni e successivamente non ci saranno aumenti su larga scala. L'epidemia della Sars durò circa sei mesi, ma io non credo che quella del nuovo coronavirus duri così a lungo”. Dunque: altri dieci giorni di fuoco poi un lento e graduale miglioramento.

Le previsioni di Zhong sono tuttavia in contrasto con quelle di altri colleghi. Gabriel Leung, veterano della prestigiosa scuola di medicina di Hong Kong, ritiene ad esempio che il picco massimo del nuovo coronavirus sarà raggiunto tra aprile e maggio. Secondo i ricercatori dello stesso istituto, l'epidemia avrebbe inoltre già infettato ben oltre 44mila persone nella sola città di Wuhan; queste stime sono molto più alte di quelle diffuse fin qui dalle autorità cinesi.

Le mosse dell'Oms

Intanto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) invierà al più presto in Cina un gruppo di esperti internazionali per collaborare con gli scienziati locali. L'obiettivo è quello di comprendere meglio l'epidemia di coronavirus, guidare gli sforzi di risposta globale all'emergenza e adattare le misure di sicurezza a eventuali novità. È questo il contenuto del faccia a faccia, tenutosi a Pechino, tra il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghenreyesus e il presidente cinese Xi Jinping.

"Fermare la diffusione di questo virus sia in Cina che a livello globale - ha dichiarato Ghenreyesus - è la massima priorità dell'Oms. Apprezziamo la serietà con cui la Cina sta affrontando questo focolaio, in particolare l'impegno alla trasparenza, inclusa la condivisione dei dati e della sequenza genetica del virus L'Oms continuerà a lavorare fianco a fianco con la Cina e tutti gli altri paesi per proteggere la salute e proteggere le persone".

In una nota l'Oms ha inoltre precisato che sta monitorando costantemente la situazione e che il direttore generale può decidere di riunire il Comitato di emergenza “con un preavviso molto breve”, se necessario. I membri del comitato restano in attesa e vengono regolarmente informati degli sviluppi.

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Commenti

giovanni61

Mer, 29/01/2020 - 11:28

in Italia siamo coperti faranno una legge che proibisce di essere contagiati.