L'Ue inizia a capire: sì alla flessibilità ed agli aiuti

Charles Michel e Ursula Von der Leyen concordi sulla necessità di rendere flessibile il patto di Stabilità. Pronti anche gli aiuti e gli investimenti dell'Unione europea

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel si è detto sicuro di come l'Unione europea sia pronta a predisporre ogni misura in grado di garantire la flessibilità del patto di Stabilità e l'inoltro di aiuti agli Stati che sono o saranno coinvolti dalla diffusione del coronavirus. "Abbiamo deciso di dare un messaggio politico forte, vogliamo agire". Questa frase, che è il virgolettato con cui l'ex premier belga ha esordito, lascia ben sperare.

Le dichiarazioni erano attese, dopo che oggi buona parte dei rappresentanti degli esecutivi europei hanno avuto modo di ragionarci in maniera certosina attraverso un summit. L'incontro - come riportato pure dall'Agi - si è svolto in teleconferenza e nel corso del pomeriggio. Tra coloro che hanno presenziato, vale la pena citare almeno la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen e la presidente della Bce Christine Lagarde. C'era ovviamente anche il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, che si è detto soddisfatto. La presa di posizione della politica della Cdu - quella che è stata rilasciata al termine dell'interlocuzione con i 27 esponenti degli Stati membri - sembra essere esplicita: "Useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione perché l'economia europea superi questa tempesta". Ma questa è solo la dichiarazione d'intenti iniziale. Poi sono arrivate le specificazioni.

Ursula Von der Leyen, del resto, era già sembrata possibilista sull'ipotesi di garantire la flessibilità. Adesso c'è qualche dettaglio in più riguardante quello che l'Unione europea si appresta a predisporre. L'ausilio che serve potrebbe non essere limitato alla sfera economica, ma anche quello è un ambito centrale per il futuro del Vecchio Continente: "Dobbiamo lavorare sul quello macroeconomico (il piano, ndr) e voglio essere chiara che utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione...", ha fatto presente la presidente della Commissione europea. I numeri da tenere in considerazione, almeno per ora, sono i seguenti: "Abbiamo mobilitato 140 milioni di euro su fondi pubblici e privati per la ricerca sul vaccino, la diagnosi e il trattamento", ha aggiunto l'esponente tedesco. E gli aiuti di Stato? L'Unione Europea sta procedendo in questa direzione: "Per prima cosa, faremo sì che l'aiuto di Stato possa arrivare alle aziende che ne hanno bisogno. Faremo un pieno uso della flessibilità del Patto di stabilità e di crescita". E ancora: "Porteremo avanti il fondo di investimento per la risposta al coronavirus. Questo strumento sarà su misura e raggiungerà i 25 miliardi di euro".

L'Unione europea si prepara alla battaglia campale contro il coronavirus, che oggi ci vede in prima linea più di altri ma che presto potrebbe coinvolgere pure altre realtà nazionali europee. La Von der Leyen, alla fine del suo intervento, ha annunciato di avere intenzione di domandare al Parlamento di Bruxelles lo stanziamento di 7,5 miliardi di euro, che sarebbero destinati agli investimenti. Un discorso a parte, invece, dovrebbe riguardare una vera e propria task force.

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