Coronavirus, Trump proclama lo stato d'emergenza

Il presidente americano: "Vogliamo essere in grado di fare cinque milioni di test, se necessario, entro il mese ma non credo lo sarà"

Il presidente Donald Trump ha dichiarato l'emergenza nazionale negli Stati Uniti. "Ora siamo in una fase diversa. Oggi dichiaro ufficialmente un'emergenza nazionale. Sono parole molto importanti", ha esordito così il commander in chief mentre blindava ulteriormente l'America (ha già fermato i voli dall'Europa) e preparava la nazione a un periodo molto duro, paragonabile, e per certi analisti ancora peggiore, a quello che sta vivendo il nostro Paese a causa dell'emergenza Coronavirus.

Questa decisione consentirà di sostenere con finanziamenti pari a 50 miliardi di dollari gli Stati che combattono l'epidemia di coronavirus e preparare così il Paese ad arginare la minaccia.

"Abbiamo stretto le collaborazioni con i privati per ampliare i centri per fare i tamponi per il Covid-19. Vogliamo che facciano i test solo chi ha bisogno ma stiamo lavorando per fare in modo che si possano fare senza scendere dall'auto", ha aggiunto Trump che ha citato Google tra le aziende che stanno lavorando al progetto: "Vogliamo essere in grado di fare cinque milioni di test, se necessario, entro il mese ma non credo lo sarà".

Il timore maggiore, proprio come nel caso italiano, è che il sistema sanitario americano possa collassare. Come scrivevamo su InsideOver, infatti, "l'America è un singolare caso di studio per epidemie quali il Covid-19 in quanto, a differenza di un’incredibile maggioranza di Paesi nel mondo, gli Stati Uniti non hanno un sistema sanitario pubblico. In confronto ad altre 33 nazioni sviluppate, gli Stati Uniti sono l’unico stato che fa ancora affidamento su un sistema sanitario privato". Questo comporta importanti spese per chi decide di usufruirne. Ma non solo. Come fa notare Lettera 43, "Attualmente 27,9 milioni di americani sono sprovvisti di assicurazione, circa il 10,4% della popolazione sotto i 65 anni. Questo aspetto rappresenta uno dei primi fattori di rischio nel caso di un allargamento dell’epidemia".

Dopo le parole di Trump, alla Borsa di New York il Dow Jones è volato a +9,36% a 1.985 punti, il Nasdaq ha guadagna il 9,34% a 7.874,23 punti e l'indice S&P 500 è schizzato del 9,28% a quota 2.710,95 punti.

La guerra di Trump è appena iniziata.

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