"Era paranoico". E il generale tolse a Trump i poteri nucleari

Secondo Peril, il nuovo libro dei giornalisti Bob Woodward e Robert Costa, il generale intraprese un'azione per impedire a Donald Trump di usare armi nucleari dopo l'assalto al Campidoglio. L'ex presidente: "Pura fiction"

"Era paranoico". E il generale tolse a Trump i poteri nucleari

Emerge un retroscena "bomba" sui giorni tesissimi che hanno seguito l'attacco a Capitol Hill del 6 gennaio scorso da parte di alcuni sostenitori dell'ex Presidente Donald Trump. Due giorni dopo l'assalto al Campidoglio, il principale consigliere militare di Trump, il generale Mark Milley, intraprese un'azione segreta per impedire a The Donald di ordinare un possibile e pericoloso attacco militare o di lanciare armi nucleari. Lo riporta la Cnn, che cita a sua volta un passaggio clamoroso di Peril, il nuovo libro dei giornalista Bob Woodward e Robert Costa. I due celebri cronisti scrivono che Milley, profondamente scosso dall'evento, "era certo che Trump avesse subito un grave declino mentale all'indomani delle elezioni. Era paranoico, urlava ai funzionari e costruiva la sua realtà alternativa su infiniti complotti elettorali".

"Milley preoccupato dal comportamento di Trump"

Il generale Milley era preoccupato che Trump potesse "diventare una canaglia", scrivono i due autori, e dunque intraprese un'azione straordinaria convocando una riunione segreta nel suo ufficio del Pentagono l'8 gennaio per rivedere il processo militare nel suo insieme, incluso il lancio di armi nucleari. Parlando con alti ufficiali militari incaricati del Centro di comando militare nazionale, la war room del Pentagono, Milley ordinò loro di non prendere ordini da nessuno - tantomento dal presidente uscente - a meno che lui stesso non fosse coinvolto in prima persona.

"Attenevi alla procedura. E io faccio parte di quella procedura", disse Milley ai suoi ufficiali, secondo quanto ricostruito dal libro dei due giornalisti. Poi fece il giro della stanza, guardando gli ufficiali negli occhi. Il generale era preoccupato dal comportamento di Donald Trump e che la situazione posse degenerare da un momento all'altro. Peril, scrive la Cnn, si basa su oltre 200 interviste che coinvolgono testimoni di prima mano e dipinge un quadro a dir poco "agghiacciante" degli ultimi giorni di Trump in carica. È il terzo di Woodward sulla presidenza Trump.

La reazione di The Donald: "Fake News"

Secondo quanto riportato dal Daily Beast, a seguito della notizia data dalla Cnn, Donald Trump avrebbe contattato i suoi più fedeli collaboratori e supporter fra deputati e attivisti, e avrebbe chiesto loro di chiedere, pubblicamente, in tv e sui social media, che il generale Mark Milley venga arrestato per "tradimento". Successivamente l'ex inquilino della Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione attraverso il suo sito web, sottolineando che "se la storia del generale Mark Milley, lo stesso leader fallito che ha pianificato il peggior ritiro da un Paese (l'Afghanistan) nella storia degli Stati Uniti, lasciando dietro di sé molti soldati morti e feriti, cittadini americani e 85 miliardi di dollari del più recente e l'equipaggiamento militare più sofisticato al mondo, e la reputazione del nostro Paese, è vero, dovrebbe essere arrestato per tradimento". La buona notizia, osserva l'ex presidente, "è che la storia è una fake news inventata da un generale debole e incapace insieme a due autori a cui mi sono rifiutato di rilasciare un'intervista perché scrivono fiction, non fatti".

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