Così Macron potrebbe essere stato spiato: spunta la lista

Il presidente Emmanuel Macron fa parte dell'elenco di persone che potrebbero essere state spiate con Pegasus. Chi sono gli altri leader in lista

Così Macron potrebbe essere stato spiato: spunta la lista

Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron potrebbe essere stato ascoltato in gran segreto mentre utilizzava il suo cellulare, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di gravità, tanto per gli equilibri diplomatici quanto sotto il profilo della sicurezza internazionale.

Non solo: qualcuno, magari qualche Stato, potrebbe essere riuscito ad entrare con grande scioltezza nel telefonino di Macron. Ma anche in quelli di altri leader e di alcuni giornalisti, con tanto di presunta disponibilità del materiale dei vari archivi telefonici. Per ora si tratta di mere ipotesi, è bene specificarlo, ma il leader della Republique En Marche! fa parte di un elenco composto da cinquantamila persone che potrebbero essere state spiate.

Il caso sta interessando in queste ore le cronache internazionali. I nomi che circolano non sembrano quelli di personalità scelte per puro caso. Si pensa, in base a quanto se ne sa al momento, che l'operazione o le operazioni possano aver riguardato figure dal grosso calibro politico oppure dotate di un certo peso giornalistico. Ma va specificato come il programma possa essere stato messo in campo anche per contrastare terroristi.

Il software in questione è il Pegasus, che è stato progettato da un'azienda israeliana. Mancano ancora molti dettagli di questa vicenda. Per lo più, mentre trascorre il tempo, si apprendono i nomi delle personalità presenti nella lista. Non è insomma ancora lecito parlare di uno spionaggio vero e proprio. Se non altro perché bisogna dapprima comprendere sia chi sia come sia intervenuto, sempre nel caso che lo abbia fatto, nei confronti dei leader e dei giornalisti che fanno parte dell'elencazione. La lista che, comunque sia, sta balzando agli onori delle cronache.

Certo è che l'esistenza di un elenco così concepito, in sé, fa scalpore, oltre a suscitare preoccupazione a tutti i livelli istituzionali. Per quanto riguarda i leader mondiali, come si apprende pure da Il Corriere della Sera, sappiamo che, oltre a Macron, dovrebbero figurare in lista pure il premier del Pakistan ed il presidente del Sud Africa. Ma non è detto che questi tre siano gli unici leader mondiali che potrebbero essere divenuti vittime di spionaggio.

Può far specie che Pegasus sarebbe, in buona sostanza, capace di filtrare gli strumenti di sicurezza che conosciamo e che vengono impostati nei cellulari. Uno strumento davvero potente, che agirebbe attraverso un malaware in grado di bucare molte, se non tutte, le difese più note. Non si tratterebbe soltanto di registrare eventuali conversazioni, ma pure di avere accesso alla posta elettronica, agli scatti fotografici, alle applicazioni attraverso cui conversiamo ogni giorno e così via.

Stando a quanto si apprende dall'Agi, poi, che cita Le Monde, il presidente Macron non sarebbe l'unico francese di spicco a comporre la lista. Sembra infatti che anche il numero del cellulare del primo ministro transalpino Edouard Philippe facesse parte della lista. Insieme al presidente della Repubblica ed al premier, ancora, potrebbero essere stati sottoposti a spionaggio ben quattordici esponenti d'Oltralpe. Tutte figure che hanno ricoperto o ricoprono incarichi di governo. La Francia, dunque, sarebbe stata particolarmente interessata dall'operazione di cui si suppone.

Tra le nazioni chiamate in causa potrebbe esserci il Marocco, ma pure Ungheria, Ruanda, Arabia Saudita, India, Emirati arabi uniti, Bahrain, Messico ed Azerbaigian potrebbero essere tirati in ballo. Sempre secondo quanto ripercorso dalla fonte sopracitata, è possibile raccontare di come l'Unione europea sia già scesa in campo nel merito, avviando di fatto un'indagine a tutto tondo per fare luce sull'accaduto. Il commisario alla Giustizia della Ue Didier Reynders è stato chiaro e lapidario.

Vale la pena infine segnalare quanto rimarcato poco fa dall'agenzia Nova: il ministro della Difesa dello Stato d'Israele Benny Gantz, intervenendo nel corso di un evento, ci ha tenuto a sottolineare che lo Stato che rappresenta non prevede che dispositivi di quella tipologia possano essere venduti per usi differenti da quelli legali.

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