Dazi, Trump vara due ordini esecutivi sul protezionismo. "Da anni siamo in guerra commerciale"

Trump firma due ordini esecutivi che ridisegnano la politica commerciale di Washington, con l’obiettivo di individuare gli "abusi commerciali" e impedire il "dumping", le esportazioni a prezzi scontati per penetrare nel mercato Usa

Trump e Wilbur Ross
Trump e Wilbur Ross

Prosegue lo scontro sui dazi commerciali tra Stati Uniti ed Europa. Uno scontro ormai sempre più aspro. "Gli Stati Uniti - dice il segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross - non si inchineranno più al resto del mondo grazie all’approccio del presidente Donald Trump. Secondo Ross "siamo già in una guerra commerciale". E aggiunge, con tono grave: "Lo siamo stati per decenni. La sola differenza è che i nostri soldati stanno finalmente arrivando al bastione. Non abbiamo un deficit commerciale per caso".

Proprio come pensa il presidente, anche Ross sostiene che la colpa sioa delle nazioni con grossi avanzi commerciali e dei cattivi accordi commerciali negoziati negli anni passati dagli Usa. Parlando ai microfoni di Cnbc, l’uomo scelto da Trump per occuparsi del commercio Usa ha avvertito poi il proprio Paese dei gravi rischi che ricadrebbero sull'America se non si facesse nulla.

Trump ha dato inizio ufficialmente alla nuova politica protezionista che aveva promesso in campagna elettorale, quella dell'America First. Il presidente firma due decreti esecutivi per una revisione della politica commerciale americana tesa ad individuare "abusi" che contribuiscono al deficit commerciale Usa di 500 miliardi di dollari. E subito si passa ad analizzare con estrema attenzione i disavanzi commerciali con una lista di Paesi, in primis la Cina ma anche la Germania, ed altri Paesi europei e del G7 tra i quali l'Italia. Una revisione che prelude a decisioni forti in materia di tariffe ed accordi commerciali, che potrebbero portare molto indietro le lancette dalla globalizzazione. Qualcuno ovviamente sarà contento. Altri meno.

Alcuni hanno sottolineato che la tempistica della firma di questi decreti non è per nulla casuale: arriva a pochi giorni dal summit con Xi Jinping che lo stesso Trump ha anticipato come "difficile" proprio sulle ben note questioni commerciali. Il presidente vuole mandare un forte segnale alla base che lo ha eletto. Ma intende, soprattutto, sfruttare l'onda lunga dell'inizio del suo mandato per portare a casa il maggior numero possibile di risultati. Gli esperti, con malizia osservano che il linguaggio dei due ultimi ordini esecutivi riflette contenuti e soprattutto toni molto più addolciti rispetto alle bellicose intenzoni annunciate in campagna elettorale.

Il primo ordine esecutivo, infatti, darà indicazioni al dipartimento per il Commercio e il neonato consiglio della Casa Bianca per il commercio di "identificare tutte le forme di abusi commerciali e pratica non reciproca che contribuisca al deficit commerciale Usa".

Gli Stati Uniti, infatti, hanno grandi deficit commerciali con molti Paesi da cui importano ma dove non riescono ad esportare i propri prodotti. Trump ha fatto sapere che il deficit con Messico e Cina è provocato dal fatto che questi Paesi si approfittano degli Stati Uniti ed ha promesso una posizione molto più dura, minacciando nuove tariffe e dazi.

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