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Dijsselbloem perde il posto all'Eurogruppo ma conserva lo stipendio

Il presidente dell'Eurogruppo a fine anno lascerà l'incarico ma ha già pronto un incarico di consulente presso il Fondo Salvastati

Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo
Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo

In Italia, Jeroen Dijsselbloem è ricordato soprattutto per quell'infelice frase sugli Stati del Sud che "spendono tutto in alcol e donne". Un'uscita certamente poco felice, che cavalcava gli stereotipi triti e vieti sull'Europa centrosettentrionale laboriosa, contrapposta alla metà meridionale del Vecchio Continente meno seria e più lassista.

Eppure è proprio sul lavoro che il politico olandese ora rischia una nuova scivolata. L'attuale presidente dell'Eurogruppo (la riunione dei 19 ministri delle Finanze dell'Eurozona, ndr) si appresta a lasciare il proprio incarico a fine anno, come anche il proprio posto nel parlamento olandesi. Un doppio passo indietro dovuto anche alla sonora sconfitta dei socialisti alle elezioni tenutesi nei Paesi Bassi lo scorso marzo.

Eppure, svelala stampa del Paese dei mulini a vento, Dijsselbloem avrebbe già trovato un altro incarico assai ben remunerato all'ombra dei palazzi europei: consulente del Meccanismo europeo di stabilità, o Fondo Salvastati. Un incarico da 14.500 euro al mese, che oltretutto impegnerebbe appena due giorni a settimana.

Con una retribuzione da favola, anche e soprattutto in paragone rispetto a quella delle massime cariche dell'Ue: 25mila euro al mese per il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, 23mila per l'Alto Commissario per la politica estera Federica Mogherini, 22mila per i vicepresidenti e 20mila per i commissari.

Dijsselbloem, decisamente, non se la passa male. A lui gli incarichi, agli altri l'austerità.

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