Donbass, comandante filorusso Givi ucciso in un attentato

Il comandante del battaglione “Somalia”, Mikhail Tolstykh, meglio conosciuto con il suo nome di battaglia, Givi, è rimasto ucciso stamattina in un attentato nel centro di Donetsk

Foto di Alfredo Bosco
Foto di Alfredo Bosco

Il comandante del battaglione “Somalia”, Mikhail Tolstykh, meglio conosciuto con il suo nome di battaglia, Givi, è stato ucciso stamattina in un attentato nel centro di Donetsk. Lo hanno reso noto i media russi, citando fonti delle autorità locali.

Per ora, non sono molti i dettagli sulla vicenda. Le autorità separatiste, in una comunicazione diffusa ai media, hanno parlato di un “attentato terroristico”, avvenuto alle 06.12 di mercoledì mattina. Sul luogo dell’attentato si è recata una squadra di investigatori. Secondo una fonte citata dal sito russo Lenta che l’esplosione si sarebbe verificata proprio all’interno del quartier generale del battaglione “Somalia”, dove si sarebbe sviluppato anche un vasto incendio, a causa della deflagrazione. Secondo quanto riferisce la Tass, ad esplodere sarebbe stato un razzo Shmel, lanciato contro l'edificio.

“Si tratta del proseguimento della guerra terrorista che la Giunta di Kiev porta avanti contro il Donbass”, hanno attaccato le autorità separatiste. L’omicidio del comandante del battaglione Somalia arriva ad una settimana dalla ripresa delle ostilità nell’Ucraina sud-orientale. All’inizio di febbraio, infatti, esercito di Kiev e ribelli filo-russi, hanno ripreso a scontrarsi nella zona industriale tra Avdeevka e Yasenovataya, lungo la linea di contatto che separa le due fazioni. Gli scontri, che hanno visto anche l’utilizzo dell’artiglieria pesante, vietata dagli accordi di Minsk, hanno causato decine di morti, compresi civili.

Una spina nel fianco per i suoi nemici e amatissimo, invece, dalla popolazione del Donbass, di Givi non si è mai saputo molto. C’è chi dice che fosse originario dell’Abkhazia, altri sostengono che abbia trascorso tutta la sua esistenza a Lugansk, prima di arruolarsi nelle file dei miliziani separatisti, altri ancora, che sia nato ad Ilovaisk: la sua biografia, insomma, è avvolta nel mistero. Non sono un mistero per nessuno, invece, le sue imprese. Nel 2015 fu l’uomo che a capo del battaglione “Somalia” cambiò le sorti della battaglia strategica per l’aeroporto di Donetsk, determinando il cambiamento di fronte a favore dei ribelli filo-russi. Per questo nel Donbass tutti lo considerano un eroe. Ma la celebrità di Givi, non si ferma all’Ucraina del sud-est. Personaggio eccentrico, molti lo conoscono per una sua intervista in cui continua a fumare, flemmatico, mentre a pochi passi da lui è caduto un missile Grad, o per il video di un interrogatorio in cui costringeva alcuni prigionieri ucraini catturati proprio nella zona dell’aeroporto, a mangiare le mostrine che aveva personalmente staccato, con un coltello, dalle loro divise.

Givi è il secondo comandante filo-russo ad essere ucciso in un attentato a Donetsk. Prima di lui, ad essere ucciso nell’esplosione di un ordigno nell’ascensore del palazzo della sua abitazione, lo scorso ottobre, era stato Arsenij Pavlov, nome di battaglia Motorola. Il presidente dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Alexander Zakharchenko, in quell’occasione aveva indicato come responsabili i vertici dei servizi segreti ucraini (SBU) attivi nell’oblast’ di Donetsk.

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