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La prima elezione di Pegida: al 10% il partito anti-islamico

Alle elezioni amministrative di Dresda, la città dove Pegida è nata, la candidata Tatjana Festerling era data al 2% ed è arrivata fino al 10%. E Merkel si ferma al 15%

La prima elezione di Pegida: al 10% il partito anti-islamico

"Wie sind das Volk". È iniziato con questo grido il cammino di Pegida, lo stesso grido che i tedeschi dell'Est portavano in piazza nel 1989 per chiedere la caduta del muro di Berlino e la liberazione dell'oppressore sovietico. Al ritmo di quelle stesse parole il partito anti-islamico tedesco ogni lunedì ha marciato nelle strade di Dresda per denunciare i rischi connessi all'immigrazione e all'islamizzazione dell'Europa.

Pegida ora comincia ad affermarsi politicamente con una "vittoria" alle urne, proprio a Dresda. Ieri, infatti, ha ottenuto il 10% dei consensi, un risultato elettorale sorprendente nelle amministrative della città in cui il "movimento contro l'islamizzazione dell'Occidente" era nato. Le elezioni comunali nella capitale della Sassonia si erano rese necessarie dopo le dimissioni del sindaco per motivi di salute, ed hanno consegnato due risultati straordinari: il primo, la sconfitta della Merkel che con la sua Cdu perde un'altra grande città; l'altro, la quantità di voti che è riuscita ad ottenere Tatjana Festerling, la candidata di Pegida.

Anche in Germania i sondaggisti non avevano previsto l'exploit di Pegida, attribuendole uno scarno 2%. Per il resto, a guidare il primo turno è stata Eva-Maria Stange, il candidato unitario di Spd, Verdi e Linke, con il 36%, seguita dal candidato dei Liberal democratici (FDP) con il 31,7 per cento. La Cdu, invece, consegue solo il 15,4%: troppo poco e troppo vicino a quel 10% del partito che la Merkel ha più volte definito razzista e nazista, "un gruppo dal cuore freddo e carico di odio".

Il "Front National" tedesco, nonostante le dimissioni del leader Lutz Bachmann (a causa di una foto che lo ritraeva con il ciuffo e i baffetti di Hitler), ha raggiunto quindi un risultato storico. Che, seppur ancora di rilievo locale, non esclude che possa essere un campanello d'allarme per i concorrenti delle future elezioni nazionali.

Il movimento, infatti, sta cercando alleati internazionali (il partito della Le Pen, la Lega di Salvini ed anche l'Ukip di Nigel Farage) per crescere politicamente ed elettoralmente.

Di certo il messaggio lanciato ieri da tanti elettori tedeschi è chiaro: l'islamizzazione dell'Occidente è un problema, e va risolto.

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