Usa, i democratici bandiscono Fox dai dibattiti: "È troppo filo-Trump"

Elezioni negli Stati Uniti: il direttivo dei Democratici ha annunciato l'esclusione di Fox News dalla reti che trasmetteranno i dibattiti

Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti sono sempre precedute da una lunga serie di dibattiti pubblici attraverso cui gli elettori e i simpatizzanti possono studiare i candidati, vagliare la loro scelta e verificare le loro preferenze personali.

Ci sono batti e ribatti, temi affrontati nel particolare e domande a tutto campo. Sono appuntamenti importanti anche per i finanziatori. Tra le reti ospitanti questi dibattimenti, di solito, c'è Fox News. Solo che i Democratici a stelle e strisce sembrano intenzionati a evitare che gli scambi dialettici tra aspiranti presidenti avvengano sulla rete in questione. La motivazione dietro questa decisione è presto spiegata: nella tarda serata di ieri sera, è emerso come il direttivo degli asinelli abbia parlato di una "vicinanza" del canale citato a Donald Trump. A riportarlo è sta anche l'Agi.

La dialettica interna ha già avuto inizio. I candidati democratici sono dodici. Prima dell'estate dovremmo arrivare a venti potenziali sfidanti. Il favorito, stando ai sondaggi, rimane Joe Biden. Ma come abbiamo avuto modo di porre in rilievo più volte, l'ex vice di Barack Obama non può essere ancora definito in corsa: manca l'ufficialità. Ne sta approfittando Bernie Sanders. Tra raccolte fondi cospicue e continui riferimenti mediatici alla sua avanzata. Dall'altra parte, il tycoon potrebbe incontrare un leggero fuoco amico: Bill Weld, che è l'ex governatore del Massachussets, ha annunciato che prenderà parte alle primarie repubblicane, da libertario qual è, ma affinché queste abbiano luogo, quando in campo c'è già il presidente in carica, bisogna passare dalla convention nazionale del Partito Repubblicano. Certo, nel caso venisse organizzata una turnata interna agli elefantini, Fox News ospiterebbe senz'altro i dibattiti. Quelli dei democratici, invece, saranno trasmessi, con ogni probabilità, da altre frequenze.

Tornando sul tema in oggetto, infatti, possiamo apprendere come, per mezzo del Washington Post, il direttivo dei democratici abbia persino fatto qualche allusione ai contatti che intercorrerebbero tra i giornalisti di Fox News e la Casa Bianca: "Recenti notizie del New Yorker su relazioni inappropriate tra il presidente Trump, la sua amministrazione e Fox News - così ha esordito Tom Perez - mi hanno portato a giudicare il network non nella posizione di ospitare un dibattito equo e neutrale per i nostri candidati. Pertanto Fox News non sarà partner mediatico dei dibattiti per le primarie del 2020". Quella rete televisiva, insomma, sarebbe troppo di parte per poter garantire l'equidistanza elettorale. Elezioni "di parte" rischiano di divenire, prescindendo da dove saranno visibili, pure quelle democratiche. Nel senso che, almeno a oggi, c'è una larga convergenza attorno a istanze socialisteggianti da parte di chi vuole ottenere la nomination. Mancano, insomma, i "moderati". Tanto che Howard Schultz, ex Ceo di Starbucks, sta ragionando su una mossa da indipendente.

Il quadro complessivo di queste prime elezioni è troppo lontano dalla sua definizione per potersi sbilanciare più di tanto. Sappiamo solo che i debates non si svolgeranno su Fox News.

Commenti

cgf

Gio, 07/03/2019 - 22:05

Non erano i DEM a fare casino quando Trump non voleva CNN, Washington Post e N.Y. Times?