L'ombra che cala sulla Chiesa: il Papa "scatena" la resa dei conti

L'ex cardinale McCarrick a processo negli Usa per abusi. La Chiesa combatte con le "ombre" del passato. La battaglia di papa Francesco

L'ombra che cala sulla Chiesa: il Papa "scatena" la resa dei conti

Dicono che fosse uno dei link tra certo mondo Dem americano e la Chiesa cattolica: l'ex cardinale Theodore McCarrick, che era già stato chiamato in causa per accuse relative ad abusi sessuali, è stato incriminato per abusi ai danni di un minore nello Stato del Massachussets.

Papa Francesco ha privato l'americano della porpora nel 2018. Poi il caso dell'ex consacrato ha continuato a far parlare di sé. Forse pure per l'esposizione, l'essenzialità istituzionale, che McCarrick ha avuto durante i due pontificati precedenti a questo. Più in quello di San Giovanni Paolo II che in quello di Benedetto XVI, a dire il vero. Di sicuro, a far rumore in questi mediatico ed ecclesiologico in questi ultimi anni, ha contribuito il cosiddetto "dossier Viganò", un "memorandum", con tutte le accuse del caso, richiesta di dimissioni inoltrata al Papa compresa. Quelle accuse al Santo Padre odierno, poi, sono state smontante dal Vaticano, con un altro dossier: il documento tramite cui vengono ricostruite tutte le testimonianze riguardanti McCarrick. Un testo atteso, che la Santa Sede ha pubblicato dopo un'indagine certosina.

Sembrava, almeno in Europa, che la vicenda di "Zio Ted", come veniva chiamato in alcuni seminari americani, potesse definirsi conclusa o quasi. Ma le notizie che arrivano dagli Stati Uniti rivelano altro. Theodore McCarrick, come ripercorre l'Ansa, è accusato ora di aver "aggredito sessualmente" una persona che, all'epoca, aveva meno della maggiore età. La vicenda avrebbe avuto luogo circa cinquant'anni fa. Un'altra tra quelle di cui l'ex alto-ecclesiastico statunitense si sarebbe reso colpevole. La Santa Sede ha già allontanato McCarrick. Il distinguo, questa volta, dipende dalla sede giudiziaria, che è statale e non ecclesiastica: è questo, più che altro, l'elemento che sembra stupire le cronache.

In relazione all'ex cardinale, si è arrivati persino a parlare, per altre circostanze o per circostanze simili a quella del Massachussets, di "schema predatorio". Guardando alla storia di McCarrick ed alle notizie di cronaca che sono state riportate in questi anni, da "destra" hanno iniziato a tuonare nei confronti di Bergoglio. Secondo l'ex nunzio apostolico negli States Carlo Maria Viganò, il Papa avrebbe saputo di un provvedimento emanato da Ratzinger che escludeva l'ex porporato dalla vita pubblica della Chiesa cattolica. E Bergoglio non avrebbe dato seguito a quella disposizione. Col tempo, se n'è saputo di più: l'emerito, quando era seduto sol soglio di Pietro, avrebbe solo domandato a McCarrick di farsi da parte. Ma non è emerso un atto formale che ne chiedesse l'estromissione. Anche perché McCarrick avrebbe mentito pure a San Giovanni Paolo II, giurando di essere estraneo alle accuse.

Più in generale, dal cosiddetto "fronte tradizionale", hanno insistito su come l'ex cardinale facesse parte del "fronte progressista", dunque della base dottrinale e curiale - dicono sempre i "tradizionalisti" - schierata in sostegno dell'ex arcivescovo di Buenos Aires sin da prima del Conclave. Papa Francesco non bada a correntismi ed anzi combatte gli "schieramenti". L'argentino sta distinguendo, com'era stato nel caso del suo predecessore, per il numero dei consacrati che vengono "spretati". Ratzinger è l'autore di un vero e proprio "record". Vedremo se le statistiche cambieranno con Francesco. Il clima, comunque, è quello di "resa dei conti". Il primo pontefice gesuita della storia non ha timore d'intervenire anche su quello che è accaduto ben prima della sua elezione. E a farne le "spese", per così dire, potrebbero essere esponenti centrali per le logiche curiali della Chiesa cattolica di qualche anno fa.

Bergoglio vuole chiarire tutto, a costo di chiamare in causa ex pontefici ed ex pontificati. Fernando Karadima, un carismatico cileno molto in vista ai tempi di Wojtyla, è stato "spretato" da Francesco. Le accuse erano quelle di "aver preso parte" o di "aver assistito" ad episodi di abusi. Il caso polacco, quello potrebbe riguardare centinaia di sacerdoti che avrebbero commesso abusi dalla fine degli anni 50' ad oggi, potrebbe riguardare persino Stanislao Dwisisz, ex arcivescovo di Cracovia e numero due in Santa Sede ai tempi di Giovanni Paolo II: il cardinale, che si dichiara innocente, è accusato da un documentario di coperture. Dal Vaticano hanno inviato una commissione per indagare, con il cardinale Angelo Bagnasco chiamato a riferire su quanto scoperto. La potente arcidiocesi di Colonia? Il vescovo di Roma ha predisposto una visita apostolica per verificare anche quella realtà e le relative accuse sulla gestione degli abusi. Niente viene lasciato irrisolto, non sotto questo pontificato.

Quello che può stupire è l'antica centralità di alcuni dei prelati tirati in ballo in più modi nel dramma della pedofilia, non solo di McCarrick. Bergoglio è stato eletto nel marzo del 2013. Nel 2014, Francesco ha ridotto allo stato laicale monsignor Józef Wesołowski, un altro polacco che era apicale nelle gerarchie diplomatiche. E non è finita. Il cardinal Angelo Sodano ha rinunciato al ruolo di decano del collegio cardinalizio: si è parlato, in funzione di quella scelta (peraltro in contemporanea il pontefice ha riformato l'istituto del cardinale decano) da parte del Papa argentino, di presunte coperture. Trasparenza e "pulizia": pure nel caso ad essere coinvolte fossero alte gerarchie ecclesiastiche della Chiesa del recento passato.

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