Bufera su Sarkozy in tv: "Si può dire ancora negri?"

Durante una trasmissione televisiva Sarkozy è incappato in una gaffe, paragonando le persone di colore alle scimmie. La sinistra insorge contro l'ex presidente

Bufera su Sarkozy in tv: "Si può dire ancora negri?"

Il politicamente corretto fa un'altra vittima illustre: Nicolas Sarkozy, autore di un paragone - infelice - in diretta televisiva. Come riporta Libero, l'ex presidente francese era stato invitato a presentare il suo ultimo libro, Le temps des tempêtes, a Quotidien, trasmissione in onda sul canale Tmc molto seguita da un pubblico prevalentemente di sinistra e progressista. Pensando di essere simpatico, Sarkozy ha fatto inorridire i benpensanti ed è incappato in una gaffe quando ha associato infatti il termine "singes", scimmie, e "nègres", negri, come se niente fosse. Sarkozy stava criticando le élite descrivendole come le "scimmie che non ascoltano nessuno", quando improvvisamente si è fermato. Non lo so più, ha esclamato durante la trasmissione, parlando della censura politicamente corretta, "abbiamo ancora il diritto di dire scimmie? Perché non abbiamo più il diritto di dire, come si dice, I dieci piccoli soldati ora? Si dice così. Già, la società progredisce!". L'ex presidente francese si riferiva nel suo discorso al celebre romanzo di Agatha Christie "Dix petits nègres", che è appena stato ripubblicato e ribattezzato in francese "Ils étaient dix", con la parola "nègre" sostituita nel libro dalla parola "soldat" per volere del nipote della giallista britannica, James Prichard.

Il paragone è stato senza dubbio infelice - per usare un eufemismo - e l'ex presidente francese avrebbe dovuto essere molto più cauto e attento. Anche perché non è la prima volta che gli piovono addosso accuse di razzismo (spesso strumentali, bisogna dire). Ma non c'è alcun dubbio sul fatto che, nella sostanza, il suo ragionamento un po' sconclusionato sulla censura politicamente corretta del romanzo di Agatha Christie non fosse poi così sbagliato. Anzi. Perché dobbiamo riadattare le opere - libri, film, e quant'altro - sempre secondo i canoni del politicamente corretto corrente onde di evitare che qualcuno si possa sentire offeso? È questo il progresso, la nuova censura orwelliana? Ogni opera è figlia del suo tempo: cambiarne il nome però non solo serve a nulla ma svilisce il significato dell'opera stessa. È la medesima ideologia, pericolosa, che vuole cancellare la storia e buttare giù le statue. E su questo Sarkozy non aveva tutti i torti.

Tutti contro Sarkozy: "Razzismo puro e disinibito"

L'uscita maldestra dell'ex capo dell'Eliseo ha fatto letteralmente infuriare i progressisti. "E così un ex presidente della Repubblica francese associa spontaneamente le scimmie ai negri", ha sottolineato il segretario nazionale del Partito socialista, Olivier Faure. Furiosa anche Ségolène Royal, ex candidata alle presidenziali del 2007, secondo la quale il discorso è sulla falsariga di un altro pronunciato a Dakar nel 2007 in cui Sarkozy disse che l'uomo africano non è entrato abbastanza nella Storia. Duro anche Yannick Jadot, leader degli ecologisti francesi, che ha parlato di "naufragio razzista". La giornalista francese Audrey Pulvar ha attaccato Sarkozy sottolineando che il suo è "razzismo puro e profondo, disinibito". L'unica a prendere le sue difese è stata Rachida Dati, un ex ministro del suo governo, negando che l'ex presidente che sia davvero razzista e sottolineando che Sarkozy ha incontrato Barack Obama "prima che qualcuno potesse immaginare che sarebbe diventato presidente un giorno". "Era a favore della discriminazione positiva - ha aggiunto -a favore del diritto di voto degli stranieri".

Il bestseller dell'ex presidente

Come riportato dal Giornale, nelle scorse settimane il libro-bestseller di Sarkozy ha scalzato Joël Dicker dal vertice della classifica dei libri più venduti in Francia. E si è lasciato alle spalle anche Twilight T.5, Midnight Sun di Stephenie Meyer e La vie secrète des écrivains di Guillaume Musso. Di fatto, 'ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, con Le temps des tempêtes (Éditions de l'Observatoire), è lo scrittore più letto dell'estate francese 2020. Il racconto dei suoi primi due anni all'Eliseo, 523 pagine dove spazia dalla solitudine del potere al matrimonio con Carla Bruni, fino alla crisi economica del 2008 e alle difficoltà di governare la Francia, è stato pubblicato il 24 luglio, registrando in un mese circa 215mila copie vendute. Un vero record per Sarkozy, che ora deve difendersi dalle accuse di razzismo.

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